Invito speciale a prefetto, sindaco, vescovo

Giunge dalla comunità musulmana in occasione della “rottura del digiuno”. Konate: «Apriamo il nostro centro culturale»
Bonaventura Monfalcone-15.04.2018 Presentazione progetto nuovo centro islamico-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-15.04.2018 Presentazione progetto nuovo centro islamico-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Il centro islamico Darus Salaam di via Duca d’Aosta aprirà le proprie porte a tutti i cittadini domani, alle 21. A offrire l’occasione di incontro la “rottura del digiuno” serale che i musulmani effettuano ogni giorno nel periodo del Ramadan, ormai prossimo alla fine (la conclusione pare sia fissata attorno al 15 giugno, alla fine quindi della prossima settimana). L’associazione, come spiega Bou Konate, ex assessore comunale a Monfalcone e rappresentante del centro culturale, ha invitato all’iniziativa il prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello, chiedendogli di estendere la partecipazione a tutte le forze dell’ordine, e il sindaco Anna Cisint, ampliando pure in questo caso, per tramite del primo cittadino, la presenza all’appuntamento agli assessori e al Consiglio comunale.

«Abbiamo invitato anche l’arcivescovo di Gorizia Roberto Redaelli e per tramite suo tutti i parroci e sacerdoti che volessero venire a trovarci», aggiunge Konate, che sottolinea, però, soprattutto l’apertura del Centro culturale a tutti i cittadini. In via Duca d’Aosta domani sera potranno condividere l’assaggio di piatti delle cucine africana, bengalese e balcanica, preparati dalle famiglie che frequentano l’associazione. «Vogliamo sia un momento di incontro con la città – afferma ancora Konate – e speriamo che l’invito sia accolto, anche da parte dell’amministrazione comunale». Con cui la comunità islamica ha rapporti tutt’altro che distesi, soprattutto dopo il blocco del progetto e dei lavori di trasformazione dell’ex supermercato Hardi di via Primo maggio in nuova sede dell’associazione Baitus Salat, che ha acquistato l’immobile e le aree esterne di pertinenza.

Per ora l’associazione, che continua l’attività nei locali in affitto in via Don Fanin, pare non aver avviato alcuna azione di natura legale a propria tutela, ma non ha escluso di potervi ricorrere. Nel frattempo ha posto sul tavolo il tema proprio dell’ormai prossima celebrazione della conclusione del Ramadan, che come ogni anno mobiliterà centinaia di fedeli in una città dove abitano circa 2.500 musulmani. Anche se l’area esterna dell’ex supermercato, dichiarato inagibile, dovrebbe poter essere utilizzata senza problemi, come lo scorso anno, quando comunque la preghiera del mattino dovette essere effettuata sotto un violento acquazzone. Il centro Darus Salaam festeggerà dal canto suo la fine del mese di digiuno nella sua sede di via Duca d’Aosta, pure di proprietà, benché con tutta probabilità in due turni, vista la capienza dell’edificio e della corte esterna. L’associazione sta valutando, come spiega Konate, di aprire le porte alla cittadinanza anche in quell’occasione, in modo da condividere una delle feste più importanti per la religione islamica. La strada scelta dalla comunità insomma sembra quella della distensione.

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