Ioan costringe Honsell al ballottaggio

TRIESTE. Furio Honsell era e resta favorito, ma è costretto al secondo turno. Come cinque anni fa, del resto, quando al ballottaggio piegò Enzo Cainero. L’avversario adesso si chiama Adriano Iaon perché Paolo Perozzo, l’avvocato grillino, non ha sfondato. Proprio come alle regionali con Saverio Galluccio terzo dietro a Debora Serracchiani e Renzo Tondo, il Movimento 5 stelle è distante, e non di poco, dai due schieramenti di centrosinistra e centrodestra. A pochissime sezioni da conteggiare, Honsell viaggiava ieri sera appena sotto il 46%, un vantaggio in doppia cifra rispetto al 35,7% di Ioan. Perozzo era terzo con il 14,5%. Irrilevanti gli altri tre candidati: Carletto Rizzi della sinistra è all’1,5, Flavio Cavinato del Blocco Civico al 1,4%, Antonio Miclavez allo 0,8%: le loro proposto non hanno evidentemente attirato più di tanto gli udinesi.
Tra due settimane, dunque, sarà Honsell contro Ioan. E, sulla carta, il centrosinistra si riconfermerà per l’ennesima volta alla guida di palazzo D’Aronco. I punti di distanza sono tanti. E i grillini, a meno di sorprese, non sosterranno la candidatura di Ioan. Motivi concreti per confortare l’ex rettore, soddisfatto innanzitutto della vittoria al primo turno. Premesso che quello del 50% «è un obiettivo molto alto, ormai la norma per le elezioni comunali è il ballottaggio», Honsell si dice «soddisfatto perché il consenso è piuttosto ampio sia nelle preferenze verso di me, sia nelle liste. Il distacco da Ioan è abbastanza marcato e quindi possiamo essere ottimisti per il risultato finale». Non manca un’osservazione sul 14% di Perozzo. «Il M5s è in calo – commenta ancora il Professore – ma esprime un voto di preoccupazione sociale a cui con la nostra politica, che avremo altre due settimane per spiegare, possiamo rispondere, esattamente come abbiamo fatto in questi ultimi anni». Il caos nel Partito democratico in tremenda difficoltà nelle scelte nazionali? «Ha sicuramente pesato sul voto, ma non quanto la presenza del movimento di Grillo». Il Pd rimane in effetti il primo partito con il 24,5%, quindi, in uno spazio ristretto, si piazzano la civica di Honsell con il 14,8%, la lista grillina con il 14,7%, il Pdl per Ioan con il 14,1%. Honsell non sembra preoccupato ma “chiama” comunque Perozzo: «Il suo programma è allineato con il nostro almeno su tre temi: trasparenza, sostenibilità ambientale e innovazione». Quanto all’astensione, il sindaco in carica raccomanda: «Il voto è diritto e dovere dei cittadini e quindi faccio appello al loro senso di responsabilità».
Chiuso nel suo “fortino” a palazzo Antivari, Ioan non nasconde la delusione per uno scarto che immaginava più ridotto: «Non sono soddisfatto, recuperare dieci punti non sarà certamente facile». L’unico motivo positivo della giornata per l’anti-Honsell di centrodestra è che è almeno scongiurata la partita chiusa in un solo turno come capitò a Sergio Cecotti riconfermato per il secondo mandato contro Daniele Franz nel 2003. A quanto pare, tuttavia, la maledizione udinese del centrodestra è destinata a continuare. Dopo Franz, ci ha provato Cainero, ora Ioan ma, per tutti, c’è sempre stato l’altolà dell’uscente. Tondo e il Pdl constatano che «chi governa ha più possibilità di perdere»? A Udine, da un bel po’, non è così.
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