Ironia, critica e condanna Solo Gaggioli lo giustifica: «È stato montato un caso»

Rossi (Pd): «Gesto inaccettabile perché è un atto vandalico» Collini (Percorsi): «Malessere diffuso nella maggioranza»

Marco Bisiach

Ironia, critica pungente, persino un filo d’imbarazzo. C’è questo nelle parole dell’opposizione in Consiglio comunale chiamata a commentare la notizia della mano dell’ex leghista Franco Zotti dietro il “Tutti a casa” comparso sul municipio. Un gesto censurabile per quasi tutti, anche se c’è chi non si sente di gettare la croce addosso all’esponente di “Legalizziamo Gorizia Zf”.

È il caso di Silvano Gaggioli di “Gorizia c’è”, che peraltro nelle vesti di avvocato assiste lo stesso Zotti dopo l’esposto presentato dall’assessore Romano sul caso dell’affissione dei manifesti contro l’assunzione alla Polizia locale del figlio Luca Sacellini. «Anche in quel caso, proprio come in quest’ultimo o in occasione di altre iniziative un po’ fuori dagli schemi, va detto che Zotti non ha mai attaccato personalmente qualcuno – osserva Gaggioli -, e dunque il problema è semmai di chi si sente chiamato in causa. Con un po’ di ironia si sarebbe potuto evitare anche di montare un caso su un gesto che è in fondo un pesce d’aprile, e che non ha causato danni a cose o persone, al netto di una scritta su una rete di cantiere».

In ogni caso, secondo l’avvocato Gaggioli, «Zotti ha fatto bene ad uscire allo scoperto, risparmiando lavoro alle forze dell’ordine che avrebbero dovuto indagare». Sposa il senso dell’iniziativa di Zotti, ma non ne giustifica né condivide le modalità, invece, il consigliere del M5s Giancarlo Maraz: «Giustissimo quel che ha scritto, in riferimento ad una giunta comunale che si sta dimostrando assolutamente inadeguata, ma i modi sono sbagliati perché in nessun caso è giustificabile imbrattare o deturpare un bene pubblico o privato». «Il gesto resta una forma di atto vandalico, non va accettato se si tratta di una ragazzata e a maggior ragione è inaccettabile da parte di un consigliere comunale – osserva il capogruppo del Pd Marco Rossi -. Sta di fatto che da mesi il centrodestra goriziano in tutte le sue sfumature sta mostrando quanto di peggio si è visto da decenni».

«C’è un malessere diffuso in tutta la maggioranza, che è frutto della contraddizione di mettere insieme un cocktail di esperienze, sensibilità e posizioni diverse che si scontrano inevitabilmente – la lettura di Roberto Collini di Percorsi goriziani -. Ma continuando a inseguire gli interessi particolari, si finisce per non fare l’interesse complessivo della città». L’esperienza suggerisce a Collini comunque di non aspettarsi colpi di scena nel centrodestra goriziano: «La risposta alle domande sulla tenuta della maggioranza sul voto del bilancio? La si trova nella canzone “El can de Trieste”: come dice il mulo Trevisan, si metteranno d’accordo davanti a un fiasco di vino». —

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