Isole ecologiche a Gorizia, spariscono gli “sconti”

L’annuncio dell’assessore comunale all’Ambiente Del Sordi: «La nuova Tares che entrerà in vigore nei prossimi mesi non prevede agevolazioni. Pertanto, non ci sarà più convenienza a condurre i rifiuti nelle ecopiazzole»
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia Fila ecopiazzola Straccis
Bumbaca Gorizia Fila ecopiazzola Straccis

Non erano certamente maxi-sconti in grado di salvare il bilancio familiare. Comunque, erano pur sempre delle riduzioni che premiavano chi portava i rifiuti nelle isole ecologiche. Perché ne parliamo con il verbo declinato al passato? Perché le recenti modifiche riguardanti la Tares, la nuova tariffa-rifiuti che prenderà il posto di Tia e Tarsu, «escludono la possibilità di avere sconti e agevolazioni - annuncia l’assessore comunale all’Ambiente, Francesco Del Sordi -. In altre parole, nessun tipo di riduzione sulla Tares sarà più ammissibile e a quel punto non saranno più molti i goriziani che decideranno di conferire il materiale nelle ecopiazzole». E questa è un’altra valutazione da fare quando si tratterà di prendere la decisione ultima sul futuro delle isole ecologiche.

«La nuova tariffa - aggiunge Del Sordi - è una sorta di “livella” che, praticamente, uniformerà il quadro in tutta Italia. Da dire che eravamo l’unico Comune che riconosceva questi sconti che, in un anno, ammontavano complessivamente a 150mila euro». Stando agli ultimi dati a nostra disposizione ecco quanto si risparmiava (e si risparmia tuttora) portando i rifiuti riciclabili sempre alle ecopiazzole di Lucinico, Piedimonte o Straccis. L’operazione permette di vedersi scalati dalla bolletta (sempre sulla parte variabile) 9 centesimi per ogni chilogrammo di carta, 11 centesimi al chilogrammo per il vetro, 28 centesimi per la plastica, 23 per il metallo. Sconti che diventeranno un ricordo.

Intanto, è noto e assodato che sino alla fine dell’anno le isole ecologiche non chiuderanno. Il Comune ha deciso di prendere tempo per fare qualche approfondimento in più. «Abbiamo aperto una fase di confronto e ne discuteremo anche in commissione - ha dichiarato di recente Del Sordi -. A preoccuparci sono i costi eccessivi, ovvero 330mila euro l’anno. Si tratta di un servizio aggiuntivo al porta a porta e dunque ciò significa che il costo ricade anche su chi non ne usufruisce. Oggi le isole ecologiche sono tre, di cui una (quella di Straccis) particolarmente datata: anche le altre due abbisognerebbero di interventi. Ecco perché ci poniamo l’interrogativo. Conviene tenerle in vita?».

Di recente, l’assessore aveva ricevuto un nuovo plico di firme a sostegno della petizione, e dopo aver analizzato con attenzione i dati presentati a supporto della loro tesi dalle goriziane del comitato, aveva assicurato la sospensione del provvedimento di chiusura per tutto il 2013, in attesa di più approfondite valutazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo