Isonzofront narrato da scrittori austriaci

In principio veniva celebrato il “dio della battaglia”, poi, progressivamente, un clima nostalgico, di “mélancolie”, ne avvolse le cronache, quando fu chiaro che non vi era possibilità di uscire vincitori e di salvaguardare l’Impero. La parabola della propaganda austriaca negli anni della Prima guerra mondiale è il cuore del volume “Scrittori austriaci sul fronte dell’Isonzo”, presentato nel quarto appuntamento de “I Giovedì del Libro” alla presenza della curatrice, la germanista e docente universitaria Marina Bressan, di Marco Mantini, responsabile del Gruppo ricerche e studi della Grande guerra, e dell’editore Marino De Grassi (Edizioni della Laguna). E’ un volume che, presentando spaccati di vita sul fronte, è una vera e propria via crucis nell’anima di chi si trovò a combattere, dall’altra parte, in quegli anni tremendi. «Siamo abituati ad avvicinare fonti italiane, per lingua e accessibilità degli archivi – ha detto Mantini – ma grazie al lavoro di Marina Bressan abbiamo a disposizione un’altra prospettiva. Non è un libro di storia militare, è una ricostruzione che ha un palcoscenico, l’Isonzofront, attori, i soldati, e spettatori». Gli spettatori sono, appunto, gli scrittori austriaci che si offrirono, o vennero reclutati, per entrare nel “Kriegspressequartier”, l’organo che coordinava la propaganda. «Non ebbe i caratteri di quella nazista – ha spiegato Bressan – era piuttosto una propaganda interna, non vi era odio nei confronti del nemico, tantomeno verso la popolazione locale, anche perché l’Isonzofront all’epoca era territorio austriaco. L’Impero voleva semplicemente continuare a esistere, non dominare il mondo. Da Roda a Geyer, fino ad Alice Schalek, il senso della propaganda era elogiare i propri eroi e convincere il popolo che l’Austria avrebbe vinto la guerra, salvaguardando l’Impero. Una speranza che poco a poco svanì, lasciando il posto, nelle cronache, a momenti di grande depressione” “E’ un volume che chiude un capitolo della Laguna – ha aggiunto De Grassi – vi è una corposa mole di ricerca e una fondamentale capacità didattica di Mantini e Bressan”. Distribuiti in biblioteca i nuovi depliant illustrativi del Parco tematico della Grande Guerra, che ha in Marco Mantini il promotore.
Michele Neri
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