Iva sui rifiuti, via alle cause cumulative a Gorizia

Il giudice di Pace di Parma dà ragione ai cittadini. Confconsumatori: «Si tratta di un precedente positivo». Anche l’Adoc sul piede di guerra: l’associazione è pronta a portare avanti parallelamente la battaglia per ottenere i rimborsi
Di Francesco Fain

È un argomento che riemerge periodicamente. Quasi fosse un fiume carsico. Ma questa volta il caso dell’Iva sulla Tia torna prepotentemente alla ribalta perché c’è una sentenza che potrebbe costituire un importante precedente. Lo diciamo per quei cittadini della provincia di Gorizia che non si sono arresi all’idea di dire addio all’Iva versata sulle bollette-rifiuti per tanti anni, nonostante ci fosse una sentenza della Corte di cassazione chiara nei suoi contenuti.

Confconsumatori

in campo

Confconsumatori, attraverso l’avvocato Elena De Luca (che è anche la responsabile dell’associazione a livello provinciale, è pronta a dare battaglia. «È il giro di boa tanto atteso dopo anni di battaglia sulla restituzione dell’Iva-rifiuti: il 9 marzo 2013 la Confconsumatori ha finalmente ottenuto dal Giudice di Pace di Parma la prima sentenza favorevole sulla restituzione dell’Iva applicata illegittimamente alla Tia sui rifiuti. Una singola vittoria che, però, riguarda migliaia di cittadini e che inaugura una serie di azioni cumulative che l’associazione, forte della prima vittoria, è pronta ad affrontare, senza chiedere ulteriori sforzi economici agli utenti».

Aggiunge l’avvocato De Luca: «La decisione del Giudice è molto importante perché, uniformandosi al principio già riconosciuto dalla sentenza della Corte di Cassazione del 9 marzo 2012, stabilisce il diritto alla restituzione degli importi versati a titolo di Iva sulla Tariffa di igiene ambientale. Anche il Giudice di Pace di Parma, infatti, ha ritenuto che la Tia non sia un’entrata patrimoniale di diritto privato ma una mera variante della Tarsu e pertanto conservi la qualifica di tributo, sul quale, non dovrà applicarsi l’Iva. Per saperne di più visitate il sito www.confconsumatori.com o rivolgetevi ai legali della Confconsumatori».

Il ricorso-pilota

dell’Adoc

L’Adoc, dal canto suo, ha già formulato un ricorso-pilota, presentato al Giudice di pace di Gorizia. «Ma non c’è stata ancora la sentenza. Gli uffici sono ancora intasati dai ricorsi per le multe ai semafori», fa sapere il responsabile provinciale Ugo Previti. Che aggiunge: «Mi auguro che, al più presto, il Giudice si pronunci. Sarebbe interessante capire qual’è la sua linea anche per eventuali ricorsi a pioggia».

Ricordiamo che, nei mesi scorsi, le richieste di rimborso si era moltiplicate. Per quantità, sembrava di essere tornati indietro alla (tristemente) nota vicenda dei T-Red, delle fotocamere ai semafori. Complessivamente, eravamo arrivati a 691 moduli completati che erano stati (o saranno) consegnati ad Ambiente Newco. La parte del leone la fece proprio l’Adoc. «Ne abbiamo confezionati 391. Quello che va precisato è che non ci sono scadenze per la presentazione», chiosò il responsabile provinciale dell’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, Ugo Previti. Altri duecento vennero preparati dall’Adiconsum. «Questi sono soldi che devono essere restituiti ai cittadini. Sono consapevole che qualcuno rimarrà con il cerino in mano ma le sentenze parlano chiaro», disse Giuseppe De Martino, segretario regionale del sodalizio. Altri cento moduli vennero distribuiti dal Comune: sì, dal socio di maggioranza di Iris.

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