Jakov›i„ accusato di conflitto d’interessi

La commissione ad hoc avvia il procedimento. L’accusa: non aver denunciato nei termini di legge l’acquisto di due terreni
Lasorte Trieste 03/09/11 - Pola, Visita Napolitano, Ivan Jakovcic
Lasorte Trieste 03/09/11 - Pola, Visita Napolitano, Ivan Jakovcic

POLA. Si sta facendo incandescente il clima elettorale in Istria non solo per le accuse e contro accuse tra gli schieramenti in campo, ma anche per la gogna cui vengono sottoposti alcuni esponenti di spicco della Dieta democratica istriana che sembra dia nuovamente molto fastidio a Zagabria, come ai tempi di Franjo Tudjman.

Dopo le dimissioni del ministro del turismo Veljko Ostoji„ per una vicenda immobiliare riguardante sua cognata e le accuse di essersi gonfiato lo stipendio a Valter Flego, candidato dietino a presidente della regione, ora nel mirino è venuto a trovarsi il leader dietino e presidente in carica della regione Ivan Jakov›i„. La commissione per i conflitti d'interesse ha avviato il procedimento nei suoi confronti poichè nella sua scheda patrimoniale non risultano alcuni immobili acquistati l'altr'anno.

Si tratta di sei ettari di terreno coltivabile a Piemonte nel Comune di Grisignana pagato 23.000 euro e di un lotto di 6.000 metri quadrati a Sbandati, nell'entroterra parentino. Ebbene la commissione accusa ora Jakov›i„ di aver ignorato il suo invito o monito a mettersi in regola nell'arco di 15 giorni. E dato che non l'ha fatto afferma, scatta la procedura per l'accertamento del conflitto di interesse.

Dal canto suo Jakov›i„ in un comunicato stampa reagisce duramente dicendo che è stata avviata un'altra campagna denigratoria nei suoi confronti. Evidentemente prosegue, la commissione per i conflitti d'interesse ha iniziato la sua campagna elettorale e lo fa nel peggiore dei modi. Poi spiega di aver adempiuto ai suoi doveri in tempo utile per cui appare incomprensibile tanto accanimento.

A questo punto viene da chiedersi quale sia la verità? La spiegazione arriva dal legale di Jakov›i„ secondo il quale si tratterebbe di una questione di pochi centimetri o meglio, di poche ore. Come solitamente avviene spiega, abbiamo atteso l'ultimo momento utile per spedire la scheda patrimoniale aggiornata.

Evidentemente aggiunge, la commissione non ha tenuto conto dei tempi postali avviando il procedimento di verifica del conflitto di interesse senza considerare il timbro postale sulla busta. Sarà interessante ora vedere quali saranno i prossimi sviluppi della vicenda.

(p.r.)

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