Raid vandalico, devastati i chioschi della Juventina: innescate micce per un incendio

Vandali in azione nella notte: svuotati estintori e rubati pochi spiccioli. Il presidente Kerpan: «Volevano dare fuoco a tutto, con le bombole di gas sarebbe stato un disastro»

Marco Bisiach

Brutta sorpresa domenica mattina, 15 marzo, per la Juventina, a poche ore dal derby d’Eccellenza contro l’Ufm. Ignoti si sono introdotti all’interno del campo sportivo di via del Carso e hanno devastato i due chioschi che prima, durante e dopo le partite sono il punto di riferimento per i tifosi, oltre che e risorsa per le casse societarie.

Ad accorgersi sono stati, di prima mattina, il presidente Marco Kerpan e il suo staff di collaboratori, giunti al campo per iniziare ad allestire la struttura in vista del derby del pomeriggio. «I vandali devono aver agito nella notte tra sabato e0 domenica, perché fino al tardo pomeriggio di sabato eravamo tutti qui – dice Kerpan -. Al momento è ancora difficile quantificare i danni, perché siamo tutti concentrati su ripulire e sistemare al meglio l’area. Ma è un qualcosa che fa molto male».

Chi ha agito, non lo ha fatto con l’intento primario di rubare. I vandali non hanno tentato di forzare i cancelli per accedere alla sede sociale ma se la sono presa direttamente con i chioschi, portando via appena un centinaio di euro tra contanti e monetine dalle casse, e devastando tutto ciò che trovavano dopo essersi assicurati anche un po’ di birre e qualcosa da mangiare. Per completare l’opera –questo è il danno peggiore – hanno svuotato nei chioschi gli estintori. Ma c’è un particolare inquietante.

«Ci siamo accorti che erano state predisposte e innescate delle micce, perché l’intenzione era quella di incendiare il chiosco – spiega Kerpan -. Fortunatamente il fuoco non si è acceso, perché lì ci sono anche le bombole di gas delle cucine, e sarebbe potuto accadere un disastro». La Juventina ha subito allertato i carabinieri, giunti sul posto per i rilievi, e verrà valutata pure la possibilità di visionare le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’impresa Marzoli&Nanut, che si trova proprio accanto all’impianto di via del Carso.

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