Kaiserfest, il ballo in costume storico riporta piazza Unità ai fasti asburgici

Dalle stoffe ricercate nei mercatini fino ai dettagli sartoriali d'epoca: per il Kaiserfest il salotto buono della città si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto. Una celebrazione del legame tra Trieste e l'Impero austro-ungarico

Silvia Domanini
Balli in costume e sfilata in piazza Unità: un salto indietro nel tempo dal sapore asburgico Foto Silvano
Balli in costume e sfilata in piazza Unità: un salto indietro nel tempo dal sapore asburgico Foto Silvano

Da una parte la piazza Unità di oggi, animata da famiglie, bambini e turisti intenti a fotografare la scena dietro le transenne; dall’altra, davanti allo storico Caffè degli Specchi, dame in abiti ottocenteschi e cavalieri in elegante tenuta impegnati nelle danze d’epoca che hanno riportato il pubblico indietro di oltre un secolo.

Nella città che molti descrivono come una Vienna sull’Adriatico, il passato asburgico è tornato a vivere nel cuore di Trieste grazie alla sfilata e al ballo in costume storico organizzati nell’ultima giornata del Kaiserfest, manifestazione giunta alla sua nona edizione.

Kaiserfest a Trieste: in piazza Unità il ballo in costume ottocentesco

L’evento celebra l’imperatore Francesco Giuseppe nella zona di piazza Ponterosso e via Bellini ed è organizzato dall’associazione culturale Altamarea Eventi in co‑organizzazione con il Comune e in collaborazione con diverse realtà locali.

I 48 figuranti dell’associazione “Trieste 800” e della veneta “Serenissima Danze 800” hanno animato la piazza pochi minuti dopo mezzogiorno, offrendo uno degli appuntamenti più apprezzati della manifestazione dedicata alla riscoperta delle radici imperiali della città. In precedenza si erano radunati sotto i portici del Comune e da lì erano partiti in sfilata fino a Ponterosso.

«Siamo presenti da circa dodici anni in città – spiega Marisol Cozzi, presidente dell’associazione di danza storica “Trieste 800” – collaboriamo con altre associazioni e quest’anno con noi in piazza c’è anche il gruppo di Castelfranco.

Rispetto alle passate edizioni ci sono più figuranti. Con danze e abiti ci siamo concentrati sulla metà dell’800, intorno al 1860, un periodo diventato mito delle principesse in cui la borghesia iniziava a partecipare agli eventi sociali: matrimoni, affari, momenti conviviali ricchi di danze con walzer, mazurke, polka ma anche quelle che promuovevano la socialità ballando in coppia o con gran interazione fra le persone, balli in linea e quadriglie. Balli storici alcuni recuperati da vecchi manuali e ricostruiti, altri creati con passi e movimenti di allora. Un’occasione per promuovere l’amicizia ieri come oggi».

«Quest’anno – prosegue Silvio Pozenu, presidente dell’associazione culturale Altamarea – ci sono anche figuranti con abiti militari dell’epoca che danno ulteriore prestigio alla manifestazione, diventata un tipico appuntamento triestino».

I costumi accuratamente ricostruiti e le coreografie ispirate alle tradizioni dell’Ottocento hanno così trasformato il salotto cittadino in un palcoscenico a cielo aperto.

Dietro a ogni abito c’era una storia: l’obiettivo è realizzare ogni vestito nel modo più fedele possibile ai modelli dell’epoca grazie al lavoro di sarte ma anche delle dame stesse, specializzatesi nella creazione con stoffe, pizzi, cappellini, guanti, ventagli e dettagli vari ricercati accuratamente anche nei mercatini dell’antiquariato.

Per confezionare un vestito da sera servono almeno 8 metri di tessuto. Le danze su due linee in apertura e le musiche d’ispirazione asburgica hanno offerto ai numerosi presenti un’atmosfera di altri tempi.

Sullo sfondo dei palazzi monumentali da un lato e dell’azzurro di un mare quasi invernale dall’altro, era facile immaginare la stessa piazza in una domenica del 1800, cuore pulsante della Trieste austro‑ungarica, luogo d’incontro di mercanti, funzionari imperiali, borghesi e viaggiatori provenienti da tutta Europa.

Per un breve periodo la piazza fu persino dedicata all’imperatore e ribattezzata piazza Francesco Giuseppe, a conferma del ruolo centrale che la città rivestiva nell’Impero.

La rievocazione storica ha offerto non solo uno spettacolo di grande fascino, ma anche un’occasione per riscoprire l’identità di una città unica. Una Trieste che ancora oggi conserva i segni della sua storia e che, grazie a iniziative come il Kaiserfest, continua a raccontare il suo passato.

 

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