La Brigata Pozzuolo dà l’addio alla città e parte per il Libano

Con la cerimonia di saluto in programma oggi in via Trieste inizia l’ultimo impegno internazionale dei militari goriziani
Di Stefano Bizzi
Bumbaca Gorizia 08.06.2011 Ritorno Pozzuolo Fotografia di Pierluigi Bumbaca.
Bumbaca Gorizia 08.06.2011 Ritorno Pozzuolo Fotografia di Pierluigi Bumbaca.

Con la cerimonia in programma questa mattina alle 10.30 sulla piazza d’armi della Caserma Montesanto di via Trieste, inizia ufficialmete la quarta missione in Libano della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. Salvo improbabili colpi di scena politici, per la grande unità militare goriziana sarà l’ultima. In virtù del piano di riordino delle Forze armate varato alla fine dello scorso anno dal Governo Monti, al ritorno in patria i reparti della Pozzuolo verranno assegnati ad altri comandi e i soldati lasceranno definitivamente Gorizia.

Considerate le complicate vicende romane post-elettorali, il piano di salvataggio del sindaco Ettore Romoli che prevedeva pressioni sul nuovo governo per tentare di trattenere la Brigata in città, sembra essere diventato irrealizzabile proprio a causa di un’assenza dell’esecutivo.

Questa mattina a portare il saluto agli uomini e alle donne della Pozzuolo in partenza per il sud del Libano sarà il capo di Stato maggiore dell’Esercito Claudio Graziano. A ottobre era stato proprio il generale di Corpo d’Armata a dire tra le rige, in occasione della cerimonia di commemorazione dei fatti d’armi di Pozzuolo del Friuli, quale sarebbe stato il destino della brigata. «Ogni brigata - aveva detto il capo di Sme - deve avere un’unità di cavalleria. Quindi, una grande unità che sia solo di cavalleria, in questo momento, non ha un ruolo operativo completo». Parole che da lì a un paio di mesi si sarebbero rilevate fatali per Gorizia. A ottobre, il ballottaggio era ancora tra la Brigata Pozzuolo e la Brigata aeromobile “Friuli” di base a Bologna, ma questo si è poi risolto a sfavore del capoluogo isontino. Allora l’unica rassicurazione aveva riguardato i reparti. «I reggimenti rimangono dove sono», aveva precisato il generale Graziano spiegando che ad esserere cancellati sarebbero stati soltanto il Comando brigata di piazza Cesare Battisti e il Reparto comando e supporti tattici di via Trieste.

Oggi il numero uno dell’Esercito torna a Gorizia per salutare la Brigata e l’auspicio è che in extremis possa portare con sé buone notizie da dare al comandante Vasco Angeletti e al sindaco Ettore Romoli.

Per l’improbabile marcia indietro restano eventualmente sei mesi: quelli dell’impegno all’estero nell’ambito dell’operazione Leonte 14. A partire dai prossimi giorni i militari della Pozzuolo voleranno a scaglioni per il sud del Libano dove, attualmente, al comando del settore Ovest di Unifil c’è proprio il generale Antonio Bettelli, comandante di quella Brigata aeromobile “Friuli” in cui dovrebbero confluire alcuni reparti al termine dell’impegno sotto l’egida delle Nazioni Unite. Per la Pozzuolo si tratta del quarto impegno nel teatro operativo libanese. Era stata proprio la brigata ad aprire la missione nel 2006 subito dopo il cessate il fuoco seguito alla guerra scoppiata il 12 luglio di sette anni. A inescare i 34 giorni di ostilità erano state le milizie di Hezbollah che condussero un attacco alle forze di difesa israeliane posizionate a sud della Blue line (la linea armistiziale tra i due Paesi). L’attacco causò la morte di otto soldati e il ferimento di sei. Ma a creare la tensione maggiore fu il rifiuto da parte di Hezbollah di rilasciare due soldati israeliani fatti prigionieri. Gerusalemme rispose con una campagna militare mirata ad annientare il “Partito di Dio” e solo l’attività diplomatica internazionale riuscì a fermare il conflitto. A gestire il processo di pace furono le Nazioni Unite che inviarono un contingente al cui comando, nel 2006, si trovava proprio il generale Graziano.

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