LA BRUTTA ALITALIA
E così, dopo un lungo tortuoso percorso durante il quale si sono accumulate le perdite di soldi, il governo ha dato via libera alla trattativa esclusiva per la vendita di Alitalia all'acquirente che si ipotizzava fin dall'inizio, e cioè AirFrance. Non entro nel merito delle polemiche che accompagnano questa operazione perché i reali contenuti non sono conosciuti, limitandomi ad auspicare che il ministro Padoa-Schioppa non commetta gli errori cui ci ha abituati in altre vicende complesse (Rai e Guardia di finanza). Non ha senso neppure ricordare come si sia arrivati alla situazione attuale della compagnia di bandiera e di Malpensa, perché gli insegnamenti della storia non producono comportamenti virtuosi. Si può però sognare la nuova Alitalia. Di Alitalia si ricordano la tragica situazione finanziaria e la quantità incredibile di risorse che si è mangiata in anni di indecorosa sopravvivenza. Non si parla mai, invece, del danno enorme che ha arrecato all'immagine dell'Italia nel mondo. All'estero guardano al nostro Paese con sentimenti contrastanti, e i giudizi espressi esprimono quasi il dispiacere nel constatare il divario fra ciò che ci si aspetta e si desidera e ciò che si sperimenta in concreto.
Da una parte viene tracciato un quadro impietoso (e purtroppo quasi sempre molto fedele alla realtà) del nostro sistema che, per essere ancora largamente feudale, ha l'inefficienza come caratteristica distintiva. E l'inefficienza dei servizi, dell'amministrazione pubblica, della politica, porta inevitabilmente al declino, in un mondo dove cresce la competizione e dove si stemperano le rendite di posizione, un Paese-mito per la cultura occidentale. Malaffare, corruzione, superficialità e scarsa affidabilità completano il quadro. Dall'altra parte si guarda all'Italia come al paese dell'eleganza, della qualità, dello stile, del buon gusto. Sono questi i tratti associati al made in Italy che ne hanno fatto la fortuna. Giustamente si insiste nel riproporli perché conservano ottimo valore in un mercato dove cresce il segmento in grado di apprezzarli e di acquistarli e, soprattutto, perché in effetti non possiamo contare su altro. Non abbiamo imprese di dimensioni tali da controllare i mercati internazionali, non abbiamo un solido sistema che promuova e sostenga il prodotto Italia nel mondo, non abbiamo una forte identità nazionale che renda pesante e percepibile la nostra presenza nel mondo e riesca ad imporre un modello, non siamo neppure in grado di difendere i nostri stessi interessi.
L'Alitalia fa di tutto per smontare l'immagine bella che uno straniero vorrebbe avere dell'Italia. Va riconosciuto che ci riesce molto bene. Per ridurre i costi, la maggioranza delle compagnie aree ha ridotto notevolmente la qualità del servizio, ma Alitalia ha fatto di peggio, e i viaggiatori se ne accorgono. Gli aerei sono vecchi: non solo mancano delle comodità offerte dai nuovi modelli ma portano evidenti i segni del tempo. Il personale, soprattutto nelle tratte intercontinentali, troppo spesso è svogliato (talvolta maleducato), considera i clienti con fastidio, si limita al minimo indispensabile: forse è quanto previsto dal contratto di lavoro, visto il potere enorme esercitato dai loro sindacati, ma è poco. Lo scarto rispetto al personale di altre compagnie è troppo evidente.
La nuova Alitalia dovrebbe essere consapevole che costituisce il primo impatto con il nostro paese per centinaia di migliaia di stranieri, e pertanto dovrebbe confermare ciò che il made in Italy significa. È legittimo allora, sognare aerei Alitalia moderni, con poltrone Frau, tenuti puliti anche nei lunghi viaggi. Sognare assistenti di volo Alitalia con divise disegnate da Armani, disponibili, attenti, premurosi, convinti del lavoro svolto. Sognare l'azienda Alitalia che opera per promuovere il sistema Italia, per portare turisti e uomini e donne d'affari nel nostro paese, per vendere la nostra qualità, il nostro stile. Il disagio che si prova nel dire di avere viaggiato Alitalia deve essere sostituito da fierezza. Se i francesi, maestri nel vendere come eccezionali anche le schifezze, daranno una mano per realizzare il sogno, ben vengano.
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