La Caprin “mai ultimata” pronta al maxi cantiere: dai due vani ascensore alla palestra ora fuori uso

Operazione da 4 milioni e 275 mila euro per adeguare l’edificio progettato dall’architetto Aldo Rossi nel 1968 alle norme attuali 
Silvano Trieste 2019-06-30 La Scuola Caprin
Silvano Trieste 2019-06-30 La Scuola Caprin

IL CASO



Nel 1970 costò 574 milioni di vecchie lire. Nel 2019 serviranno 4 milioni e 275 mila euro semplicemente per metterla a norma. È il caso della scuola secondaria di primo grado “G. Caprin” di Salita di Zugnano 5. Si tratta di un edificio unico entrato nei libri di storia dell’architettura visto che porta la firma dell’architetto Aldo Rossi, il primo italiano a vincere nel 1990 il premio Pritzker. Il progetto, firmato da Rossi nel 1968 assieme a Francesco Tentori, Giorgio Grassi e Renzo Agosto, è rimasto in parte incompiuto come testimonia il rivestimento della facciata principale con la pietra grigia che lascia il posto al cemento faccia a vista.

L’edificio, completato parzialmente nei primi anni Ottanta, è stato realizzato a lotti nel rione di San Sabba su un terreno in pendenza (13%) e di forma irregolare, situato in prossimità del cimitero di Sant’Anna: per primo è stato creato il corpo aule centrale, poi quello “gemello” verso la sottostante via Leoncavallo e infine il blocco destinato a palestra, spogliatoi e laboratori didattici. Per ragioni economiche, fu necessario abbandonare l’uso di uno dei cortili come anfiteatro. All’epoca molti criticarono l’aspetto “penitenziario” del complesso scolastico.

L’attuale progetto di adeguamento è dell’ingegnere triestino Luciano Zarattini. L’ingente cifra necessaria per mettere in regola la “Caprin” è finanziata con un contributo regionale (1.275.000 euro) e uno statale (2.929.000 euro). «L’intento del Comune – si legge – è di attuare sull’edificio un intervento generale che abbia la finalità di adeguare l’immobile nel suo complesso alle normative antisismiche, a quelle di prevenzioni antincendi, alle normative relative agli impianti elettrici e speciali, nonché provvedere alla messa in opera di interventi finalizzati all’efficientamento energetico». I problemi della Caprin sono emersi quasi subito: l’edificio fu popolato prima della sua conclusione e le aule previste per un massimo di 20 alunni si sono rivelate subito inadeguate agli standard ministeriali. L’obiettivo dell’intervento, anche se l’edificio non risulta avere vincoli, è quello comunque di mantenere il disegno originale di Aldo Rossi pur se aggiustato nel corso degli anni. Si prevede l’inserimento di nuove strutture all’interno dell’edificio con la realizzazione di due nuovi vani ascensore a ridosso di ciascuna delle due scale esistenti e la messa in opera di una porzione di solaio al piano terra per rendere più agevole il collegamento tra le due ali dell’edificio. Nel rispetto delle normative antincendio saranno realizzate due nuove scale metalliche di sicurezza esterne.

Sarà, inoltre, totalmente rifatto il pavimento della palestra, attualmente non agibile a causa di alcune lesioni e fenomeni di sollevamento. Saranno anche realizzate nuove uscite di sicurezza dall’aula magna sita al piano interrato. I pannelli originari in vetrocemento verranno sostituiti con moderni vetro mattoni aventi elevate caratteristiche tecniche come isolamento termico e acustico, alta resistenza meccanica e al fuoco.

Il progetto, per migliorare l’isolamento termico, prevede la sostituzione di tutti i serramenti originari in legno con quelli in allumino. Sarà cambiato l’impianto di illuminazione della palestra che consentirà il dimezzamento dei consumi. E ci sarà anche un nuovo sistema di allarme. —



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