La Caritas: «Le istituzioni ci hanno lasciati soli»

Medici senza frontiere: «Abbiamo proposto un centro temporaneo di prima accoglienza senza avere risposta. La prefettura: non hanno bisogno del nostro ok
Bumbaca Gorizia 11.11.2015 Tendopoli profughi Madonnina Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 11.11.2015 Tendopoli profughi Madonnina Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Caritas e volontari sentono il peso della responsabilità. L’accoglienza dei profughi fuori convenzione è tutta sulle loro spalle. Il parroco di Madonnina don Walter Milocco lo ha sottolineato ieri mattina ai microfoni di Buongiorno Italia. In diretta nazionale su Raitre ha detto: «Solo noi gli stiamo dando un aiuto perché effettivamente le strutture pubbliche non intendono intervenire».

Intanto Medici senza frontiere ha rotto gli indugi e, alla luce dei silenzi istituzionali, si è fatta viva con una nota che nella forma appare soft, ma che tra le righe suona durissima. L’organizzazione umanitaria premio Nobel per la pace è pronta ad entrare in azione per aiutare Gorizia ad affrontare i flussi di profughi che da ormai più di un anno si riversano in città attratti dalla presenza della “Commissione territoriale per la protezione internazionale”, ma per schierare sul campo il personale attende una richiesta da parte del territorio. La richiesta però non arriva: il timore è infatti che la presenza di Msf possa incentivare ulteriori arrivi di richiedenti asilo. «Nelle ultime settimane – si legge nel comunicato -, Medici senza frontiere (Msf) ha proposto alla prefettura di Gorizia la creazione di un centro temporaneo di prima accoglienza, per garantire un adeguato supporto alle centinaia di richiedenti asilo che si trovano in città e hanno diritto ad un'accoglienza umana e dignitosa. Nonostante l’aumento degli arrivi e la necessità di fornire un rifugio a chi è costretto alla fuga, Msf è ancora in attesa di una risposta positiva per realizzare l’intervento».

La nota prosegue e viene ricordato che «la situazione a Gorizia nelle ultime settimane è peggiorata e il bisogno di offrire supporto a chi arriva è cresciuto. Davanti a questa emergenza – si legge -, alla quale la Caritas sta cercando di dare una risposta nell’area della Madonnina, l’équipe di Msf ha fornito supporto logistico nell’implementazione di alcuni bagni chimici e nella distribuzione di kit di prima necessità, materassi e sacchi a pelo». Yannick Julliot, coordinatore di Medici senza frontiere a Gorizia, spiega: «In queste ultime settimane abbiamo incontrato e proposto alla prefettura di Gorizia un intervento per migliorare l’accoglienza dei richiedenti asilo che dormono all’aperto, senza protezione. Siamo disponibili a supportare le autorità locali per accogliere queste persone con l’umanità e la dignità che meritano». Dal palazzo del Governo rispondono che l’intervento dell’organizzazione umanitaria non è subordinato ad un’autorizzazione prefettizia. «Se vogliono installarsi in un’area privata, come ad esempio quella della Madonnina, possono farlo. L’importante è che vengano rispettate le norme legate all’igiene urbana – spiega il viceprefetto vicario Antonino Gulletta -. Ci troviamo di fronte ad un’azione di solidarietà e se ci viene data una mano noi non ci opponiamo, ma non spetta a noi dare autorizzazioni». Il sottotesto implicito è che Medici senza frontiere ha sbagliato interlocutore e che per organizzare un campo a Gorizia eventualmente deve dialogare con il Comune. (ste.bi)

Riproduzione riservata © Il Piccolo