La cartella clinica su tablet e smartphone

TRIESTE. La ricetta dematerializzata ha fatto da apripista nell’informatizzazione della sanità del Friuli Venezia Giulia. Sono poi seguiti, a partire da Udine, i servizi di scaricamento referti e pagamento online, che si intende estendere anche ad altri enti del Ssr. Ma nel 2016, assicura l’assessore Maria Sandra Telesca, arriverà soprattutto la grande novità del fascicolo elettronico, la cartella clinica del terzo millennio.
Il programma Ict Stop al cartaceo, è l’input della giunta regionale che, nell’ultima seduta, ha approvato il programma 2016-18 per lo sviluppo dell’Ict, dell’e-government e delle infrastrutture telematiche. Una delibera con il contorno di tre corposi allegati che fotografano lavori in corso e obiettivi per mettere in rete i sistemi informativi della pubblica amministrazione.
Il secondo, il più impattante per il cittadino, si intitola “Sanità digitale” e asseconda la legge 17/2014, una riforma che si intende concretizzare anche via web, all’interno della cornice delineata dal decreto 179/2012, “Misure urgenti per la crescita del Paese”, e della più recente sollecitazione del Patto e-health cui le Regioni stanno iniziando a rispondere, seppure in ritardo.
La firma di Lorenzin Ritardo che, sul Fascicolo sanitario elettronico, ha peraltro origine al centro. Dopo essere rimasto oltre un anno e mezzo a Palazzo Chigi, il Dpcm che fornisce le regole guida del Fse è diventato realtà lo scorso 3 settembre, con la firma del ministro Lorenzin. Secondo la roadmap stabilita dall’Agenzia per l’Italia digitale, tuttavia, già a fine giugno le Regioni avrebbero dovuto dotarsi del Fascicolo. Le sole a essere pronte erano Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, Toscana e Lombardia si trovavano in stato avanzato, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Puglia e Sardegna almeno non erano al palo. Per le altre buio pesto.
Le azioni La nostra regione qualche risultato l’ha tra l’altro già centrato. «Con l’operazione della ricetta dematerializzata – ricorda Telesca – abbiamo migliorato non poco i collegamenti con i medici di medicina generale. E, con l’Ospedale di Udine che ha fatto da battistrada, abbiamo avviato i servizi dei referti scaricabili da casa e dei pagamenti via computer. Nel 2016 li allargheremo alle altre strutture».
Il fascicolo elettronico Sempre il prossimo anno si riuscirà a concretizzare l’introduzione del Fse, «strumento indispensabile per perseguire la sicurezza dell’assistenza». Sostanzialmente un supporto informatico contenente l’intera storia sanitaria del paziente che fornirà ai professionisti le necessarie informazioni in ogni momento del percorso assistenziale, assicurando anche l’uniformità qualitativa dei servizi e la riduzione dei costi gestionali.
Dal consenso alla tessera Il tutto nel rispetto della privacy. I cittadini, si legge nell’allegato della delibera di giunta, avranno la possibilità di consultare il proprio Fse online definendo le regole di consenso e gli eventuali oscuramenti nell’accesso ai documenti da parte degli operatori sanitari. La fase della liberatoria sarà il primo passo, cui seguiranno l’introduzione del sistema di identificazione sulla tessera sanitaria, l’integrazione del modulo di accesso al Fascicolo all’interno dei sistemi clinici già in uso nelle strutture ospedaliere e l’implementazione dell’interoperabilità con le altre regioni al fine di condivide i dossier.
Ricetta rossa addio Non l’unico punto in agenda stando al vasto programma Ict 2016-18 che prevede, in sanità, pure il completamento dei collegamenti con gli studi dei medici di medicina generale e le farmacie per la definitiva “pensione” della ricetta rossa (non solo per la farmaceutica ma anche per la specialistica ambulatoriale; al momento, fa sapere Telesca, è dematerializzato il 33% delle prescrizioni); l’installazione della piattaforma regionale finalizzata alla gestione dei laboratori di area vasta di Trieste, Udine e Pordenone; la realizzazione della centrale unica del 118; la nuova rete informatica per la gestione amministrativa.
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