La casa del custode sarà recuperata Ma non servirà a nulla

Marco Bisiach

Alla fine dei lavori tornerà nelle condizioni di sicurezza originali. Ma - e qui risiede una di quelle beffe che solo la burocrazia riesce a regalare - di fatto non servirà a un bel niente. Se non a spendere soldi pubblici – quasi 70 mila euro – e sbloccare uno dei progetti da tempo fissati come obiettivo dal Comune, ovvero quello del nuovo parcheggio per i pendolari nei pressi della stazione ferroviaria.

L’oggetto dei lavori è la vecchia abitazione del custode della fu rimessa dei tram, di cui oggi resta in pratica solo lo scheletro lungo via Di Manzano. Quella casa diroccata ha subito nel tempo un degrado tale, a partire dal crollo di solai e coperture, da far sì che l’unico destino immaginabile fosse l’abbattimento per far spazio a qualcosa di più utile e sfruttabile. Un parcheggio, appunto, quello voluto già dall’amministrazione Romoli. Solo che la Soprintendenza ha posto un veto, ritenendo che l’edificio vada conservato. Ecco perché non soltanto il Comune non ha facoltà di eliminarlo, ma deve anche farsi carico della sua messa in sicurezza, senza la quale l’intera area circostante non potrà essere recuperata, con la sessantina di posti del parcheggio.

Di qui la spesa da 69.375 euro (cifra a base d’appalto) che servirà per realizzare una nuova copertura provvisoria e rimettere in sicurezza la vecchia abitazione del custode, con i lavori che come sancisce una determina appena licenziata saranno a breve affidati in via diretta (essendo l’importo dell’intervento al di sotto dei 150 mila euro), invitando a partecipare alla selezione tre operatori economici iscritti sulla piattaforma eAppaltiFvg.

I nuovi solai e le nuove coperture ricalcheranno le caratteristiche di quelli esistenti, ma saranno realizzati con tecnologie che permetteranno agile rimozione quando un domani ci saranno le risorse per un recupero e restauro complessivo. Il sindaco Rodolfo Ziberna non nasconde un po’ di amarezza («Pur senza criticare le scelte in fatto di tutela, è evidente che questo percorso sta rallentando un progetto che poteva essere realizzato già da tempo»), ma guarda al bicchiere mezzo pieno: «L’aspetto positivo è che la messa in sicurezza dell’edificio sbloccherà la realizzazione contestuale del parcheggio a raso da una sessantina di posti – dice –, in attesa di avere in futuro i fondi necessari per completare la valorizzazione dell’area, ampliando lo stesso parcheggio e realizzando un infopoint e installazioni museali che rafforzeranno anche sotto l’aspetto turistico il vicino polo intermodale». –

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