La contessa Lyduska una vita sospesa tra mondi opposti

Bionda e bella, inquieta e insofferente si divise tra la villa di Salcano e il Kenya 

punti di vista

Diego Kuzmin

Una bella pagina della Storia di Gorizia è stata da poco rispolverata da Anna Cecchini col gradevole testo “Lyduska, vita tra due mondi della contessa di Salcano”, dove si racconta la vita di Lydia (Lyduska) Hornik (1921-2006), che a soli 24 anni riuscì ad influire sul tracciato della linea Morgan tra Zona A e B, poi confine tra Italia e Jugoslavia.

Diversamente dal cimitero di Merna, che col trattato di Parigi nel 1947 viene tagliato in due dalla linearità della nuova frontiera, una repentina piega include in Italia la villa di famiglia di via degli Scogli 70 (risparmiando pure il 73), dal 1890 del nonno Antonio de Nordis, notaio in Gorizia, che a 36 anni nel 1874 aveva sposato Lydia Lenassi di soli 13, sorella di Oddone Lenassi, imprenditore e benefattore dell’Istituto fanciulli abbandonati di via Vittorio Veneto.

Bionda e bella, inquieta e insofferente, presto orfana del padre Ferdinando Hornik deceduto nel 1942, che da giovane ufficiale boemo dell’esercito imperiale aveva sposato nel 1916 Lydia de Nordis in piena guerra a Lubiana. Lyduska, nata nel 1921 nella Salcano italiana, viene adottata dalla zia Norina, vedova del nobile Giulio Balbi Valier, e da Paolo Dolfin Boldù che aveva sposato nel 1928, vedovo anch’egli di Dolores Branca dalla quale aveva ereditato un cospicuo asset della “Fratelli Branca”, quella del Fernet.

A 13 anni va per la prima volta in Kenia, assieme agli zii nella loro proprietà di Happy Valley, zona di tenute dell’aristocrazia inglese in quello che dal 1895 era il Protettorato dell’Africa Orientale Britannica. Come Karen Blixen, che gli zii avevano conosciuto, anche Lyduska rimane per sempre affascinata dall’Africa.

Ribelle alle convenzioni, ama ricambiata Nanni, il figlio dell’autista dello zio. Con lui si reca in Kenya dopo la guerra per recuperare, nel 1947, tra pittoresche vicissitudini, la tenuta, sua dopo la morte dello zio. Senza figli, nel 1970 muore Nanni sposato nel 1963 dopo anni di convivenza, fino alla sua morte a Nairobi il 5 agosto 2006 continua la spola tra Kenya e Gorizia. Arrivava con le rondini di primavera, dapprima in nave con la cavalla Donnina nella stiva, più spesso in aereo, ma sempre con il fedele maggiordomo keniota, Nyongo, che non passava certo inosservato quando andava a far la spesa nel negozio alimentari di via Montesanto 86.

L’alterità di Lyduska ci guarda dall’alto del cimitero di Montesanto, accanto al nonno Antonio, mentre il resto della famiglia riposa al Cimitero Centrale. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Riproduzione riservata © Il Piccolo