La “diatriba” delle caldaie vicina alla svolta a Melara

Uno studio affidato dall’Ater all’Università ha evidenziato come il sistema centralizzato non abbatterebbe le emissioni degli attuali impianti autonomi



Giunge a un punto di svolta la diatriba tra “il centralismo e l’autonomismo” delle caldaie di Melara, a favore della seconda posizione. Sono stati esposti venerdì, nel corso di una riunione all’Auser di via Pasteur, i risultati dello studio commissionato dall’Ater all’Università di Trieste per valutare i costi e i benefici dell’installazione del sistema di riscaldamento centralizzato, previsto nel piano di riqualificazione del quadrilatero ma osteggiato dagli inquilini. Infatti, questi ultimi vorrebbero mantenere gli impianti autonomi, preoccupati principalmente dall’ipotetico nuovo costo delle bollette, che secondo loro sarà maggiore rispetto a quello attuale, e dal fatto di non poter più gestire il proprio consumo, soprattutto per chi punta a risparmiare il più possibile sul riscaldamento.

In seguito a una serie di confronti con l’Ater, l’azienda stessa aveva deciso di affidare una ricerca a una terza parte, individuata nell’ateneo di Trieste. Davanti a una folta platea di “melarini”, il docente di Fisica Tecnica Industriale, Marco Manzan, ha spiegato che la soluzione migliore in assoluto, sia da un punto di vista energetico che ambientale, sarebbe quella di un impianto di riscaldamento centralizzato. Il professore ha poi precisato che, però, per le emissioni annue lo scarto fra tale soluzione e il rinnovo degli impianti autonomi sarebbe poco significativo (738,1 tonnellate di CO2 contro 812,9).

L’ingegner Fulvio Capovilla ha poi informato che l’Ater sta svolgendo un ulteriore studio per valutare l’ipotesi dell’impiego dei fondi, originariamente destinati al centralizzato, per il rinnovo delle caldaie e per migliorare l’isolamento termico dell’edificio. Il direttore dell’Ater Antonio Ius ha comunicato che a fine giugno è stata formalizzata con il Comune la variante del progetto per il sistema di riscaldamento, poi spedita al Consiglio dei ministri per l’approvazione. «Non abbiamo ancora avuto risposte, ma siamo moderatamente convinti che saranno positive», ha commentato Ius. —



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