La disinfestazione anti-Dengue anche in casa di chi era in ferie

Grande collaborazione a Ronchi per l’operazione disposta dall’Azienda sanitaria Nella notte allontanata dai vigili una persona che aveva ignorato il “coprifuoco”
Bonaventura Monfalcone-23.08.2019 Disinfestazione-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-23.08.2019 Disinfestazione-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura



Il giorno dopo la maxi disinfestazione in seguito all’accertamento, dell’Azienda sanitaria, di un caso di febbre Dengue la cittadina di Ronchi dei Legionari sembra aver superato l’allarme. Vicinanza da parte dei ronchesi nei confronti di Anna Dessenibus, la trentaseienne che al suo rientro da un viaggio in Thailandia accusava febbre alta.

Un’operazione di disinfestazione, disposta dall’amministrazione comunale, che ha coinvolto un intero rione, con un raggio di 200 metri dal civico 20 di via 4 Novembre, dove la giovane donna vive con la sua famiglia. Non si sono registrati particolari problemi, anche se c’è stato qualcuno che è stato allontanato prontamente dalle pattuglie della Polizia locale, mentre passeggiava ignaro, nella notte tra venerdì e sabato, lungo le strade interessate dall’irrorazione predisposta dall’Azienda sanitaria con l’utilizzo di un mezzo attrezzato di una ditta specializzata allertata. Le quasi 2 mila famiglie coinvolte nella disinfestazione porta a porta, soprattutto quelle con un giardino privato, hanno aperto le porte senza problemi agli addetti, facilitati in questo proprio dalla presenza della Polizia locale e dei dipendenti del servizio problematiche ambientali del Comune che hanno seguito l’emergenza sin dalla sua origine.

Chi era in ferie ha potuto contare sulla collaborazione di amici e parenti che hanno provveduto a far entrare gli addetti alla disinfestazione. Messi in sicurezza anche fondi, giardini dismessi e le aree pubbliche, parchi e giardini, che si trovano nella zona. Tutte le caditoie stradali ed i tombini sono stati irrorati con prodotti specifici che, va sottolineato, non hanno alcuna controindicazione per l’uomo. Interessate anche parte del rione di San Vito e le centralissime via Verdi e via Roma.

«È stata un’operazione delicata e massiccia – sottolinea l’ufficiale di coordinamento della Polizia locale, ispettore capo Elisa Vittori – ma nel corso della quale è stata fornita la massima collaborazione da parte dei cittadini. Mentre per il trattamento notturno, molto più invasivo, abbiamo disposto che persone ed animali stessero chiusi nella loro abitazioni, quello a porta a porta ci ha messo di fronte alla necessità di entrare nelle proprietà private. Assieme ai colleghi del servizio problematiche ambientali abbiamo suonato a centinaia di campanelli, ma nessuno ci ha fatto mancare la collaborazione». Due giornate di super lavoro, dunque, create da un’emergenza sulla quale è ormai calato il sipario. Anche se restano in atto le raccomandazioni per evitare la proliferazione delle zanzare. Ed è ancora ricoverata al reparto infettivi dell’ospedale Maggiore di Trieste, Anna Dessenibus, le cui condizioni di salute, va detto, stanno via via migliorando. La febbre a 40 dei primi giorni è ormai scomparsa ed i sanitari stanno proseguendo nelle cure. La giovane ronchese, che era tornata da un viaggio di due settimane assieme alla sorella Giulia e ad un gruppo di amici, tra cui una donna che è ricoverata a Milano con la stessa patologia, potrebbe essere dimessa nei prossimi giorni. Potrà così tornare a casa dopo questa non proprio bella esperienza che suo malgrado l’ha coinvolta. —



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