La famiglia Borghes ringrazia il pm Iozzi e nomina l’avvocato

I genitori del tredicenne morto nel pozzo si sono affidati al legale e amico Spitaleri 
Bumbaca Gorizia 23_07_2020 Parco Coronini, il giorno dopo la tragedia © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 23_07_2020 Parco Coronini, il giorno dopo la tragedia © Foto Pierluigi Bumbaca

l’intervento

«La famiglia del piccolo Stefano Borghes è animata dalla volontà che tragedie come quella che l’ha colpita non abbiano a ripetersi e che la cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi pubblici e privati divenga prassi costante e impegno civile».

A dirlo l’avvocato Salvatore Spitaleri, nominato quale difensore nel procedimento penale aperto per la morte di Stefano, il bambino precipitato lo scorso 22 luglio in un pozzo nel parco di palazzo Coronini-Cronberg di Gorizia. I genitori di Stefano sono legati da lunga amicizia al legale, con il quale hanno condiviso l’impegno educativo nei confronti di giovani e ragazzi.

«La famiglia di Stefano - rimarca l’avvocato - ha voluto ringraziare la Procura della Repubblica e in particolare il pubblico ministero, la dottoressa Iozzi, per quanto finora fatto, assicurando piena collaborazione e impegno per i prossimi passaggi. La gratitudine va, inoltre, estesa, a partire dagli uomini della squadra mobile isontina, ai moltissimi cittadini che sono stati discreta e solidale presenza in giorni assai dolorosi».

Il decesso di Stefano era avvenuto nel corso di una gara di orienteering organizzata nell’ambito del centro estivo promosso dal coordinamento delle parrocchie di Gorizia ed era emerso che i partecipanti erano stati divisi in 4 gruppi: 3 da due persone e 1 da tre. In totale c’erano quindi 9 minori, ad accompagnarli 4 animatori maggiorenni. Il rapporto dunque era di poco superiore a un adulto per due ragazzi e comunque di un animatore per gruppo.

Spetterà alla magistratura stabilire se i numeri erano congrui. —

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