La fragilità dei valori
Le due manifestazioni di ieri a Roma, quella di piazza San Giovanni, chiamata «Family Day», e quella di piazza Navona, chiamata «Orgoglio Laico», han finito per contrapporsi: di fatto, la seconda è stata organizzata contro la prima. E così son diventate due prove di forza. È questo che è sbagliato. La giornata di ieri doveva servire a far sentire alla nazione la bellezza della famiglia tradizionale, uomo più donna uniti in matrimonio più i figli, e la necessità del riconoscimento di altri tipi di famiglia, senza matrimonio, senza eterosessualità.
La giornata non è andata così. È stata una giornata di conflitto: da una parte l'Orgoglio Cattolico, dall'altra l'Orgoglio Laico. E così si son sentite frasi e si son visti simboli che non hanno nessun riferimento con la famiglia, ma ne hanno molti pro o contro la Chiesa: in piazza Navona si diceva "Non bacio l'anello di nessuno", in piazza San Giovanni si mostrava sullo schermo un giovane e robusto Papa Wojtyla. Dunque è accaduto, e riaccadrà: nel paese è scattata la conta di chi è per il Cattolicesimo e chi è contro. E' uno scontro che va avanti dal dopoguerra, ma allora una parte era incarnata nel Partito Comunista e l'altra nella Democrazia Cristiana, adesso il partito della Chiesa non c'è più, e dall'altra parte non ci sono i valori e i programmi politici del marxismo, ma i valori e i programmi civili del laicismo radicale.
Il nucleo centrale della contromanifestazione di piazza Navona sta raccolto intorno alla Rosa nel Pugno. Al posto del partito unico dei cattolici, ci sono i cattolici dispersi in più partiti, collocati nelle due coalizioni, ma ieri si è visto che a piazza San Giovanni, a festeggiare il Family Day, c'eran tutti gli esponenti cattolici del centro-destra, più i cattolici del centro-sinistra. Dunque, il centro-destra era compatto, il centro-sinistra era diviso. La Famiglia richiama tutti. I Nuovi Diritti richiamano le avanguardie. Anche questo spiega lo sbilanciamento delle due masse umane, molto più numerosa quella radunata per il Family Day. L'Orgoglio Cattolico ha assunto, nelle immagini diffuse, nella rievocazione del papa precedente (applaudita con le lacrime agli occhi), nei discorsi dei politici, negli slogan, nell'esibizione delle famiglie numerose (c'eran mamme con otto figli, ma dove le avran trovate, in un tempo in cui ogni donna ne fa uno e un quarto?), il timbro del rimpianto e della nostalgia: la famiglia era bella, i figli sono preziosi, le coppie unite in matrimonio sono solide, il resto è sfasciume, un andare alla deriva.
L'Orgoglio Laico ha ribadito la razionalità dell'estensione dei diritti a chi non accetta i doveri cattolici, a chi non vuole sposarsi ma vivere insieme, all'uomo che ama l'uomo, alla donna che ama la donna. L'Orgoglio Cattolico colloca la fonte dei valori in Dio. L'Orgoglio Laico la colloca nell'uomo. E così la Chiesa Cattolica, dopo aver contribuito a sgretolare e disperdere nella polvere della storia un nemico mortale partorito dal pensiero marxista, si ritrova davanti un nemico più antico, più tenace, più immortale, nato dal pensiero illuminista. Per combattere il marxismo occorreva una forza politica, alleanze fra stati, patti militari, guerre economiche. Per combattere il radicalismo occorrerebbe una forza morale, coerenza con i principi, difesa della Chiesa e rispetto dei suoi insegnamenti. Questo rispetto non c'è. Il male della nostra società si chiama fragilità valoriale.
E' per questo che non facciamo figli. Accusiamo la mancanza di soldi: ma quando morivamo di fame, avevamo famiglie con 4-5 figli, adesso abbiamo un'auto a testa, e un solo figlio per coppia. Far figli vuol dire amare la vita dopo la vita, la vita degli altri dopo di noi. E dunque trasmettere la vita. In quest'epoca, ognuno ama la propria vita, non oltre. Se la tiene e non la trasmette.
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