«La giunta Cisint dimostra poco interesse per le terme e le ricadute occupazionali»
I consiglieri comunali Gualtiero Pin del M5S e Aanna Maria Furfaro della La Nostra Città, ora uniti nel Terzo polo moderato per Monfalcone insieme ad de Lieto del Partito dei pensionati, ribadiscono l’importanza per il futuro del nostro territorio «dello sviluppo delle Terme romane carsiche di Monfalcone e della nautica legata al canale Est-Ovest». Le liste depositarono nell’aprile 2018 una mozione che aveva per oggetto la richiesta all’amministrazione comunale e al Consiglio comunale di avviare uno sviluppo urbanistico, edilizio ed economico del sito e della fonte termale millenaria. La mozione chiedeva al sindaco e alla giunta di attivarsi per la costruzione di una piscina coperta a fianco dello stabilimento termale.
«A tre anni di distanza - ricordano Pin e Furfaro - nell’ultimo Consiglio comunale è stato presentato dall'amministrazione il documento Macro obiettivi nel cui punto 2 (opportunità, turismo e cultura-una città delle opportunità) così si esprime: obiettivo è valorizzare le opportunità e le potenzialità della città di Monfalcone, del termalismo, del litorale e del Carso e gli elementi storico-identitari del territorio, quale polo di attrazione turistica e culturale con la finalità di: attuare gli interventi previsti nel Piano strategico integrato finalizzati alla crescita del ruolo e delle opportunità cittadine e i relativi progetti; ampliamento delle terme romane per realizzare, in continuità funzionale con l’esistente, un edificio dedicato all’acqua e al wellness che offra servizi complementari a quelli termali, creando un complesso unitario circondato dal verde. Non comprendendo l'atteggiamento del sindaco che, tre anni prima boccia la nostra mozione per poi ripresentarla uguale pochi giorni fa e per dimostrare la nostra contrarietà verso il comportamento dell'amministrazione comunale che proprio di fronte all’edificio termale, esattamente a 500 metri, ha permesso la costruzione dei super capannoni della ditta Cimolai disinteressandosi della fonte termale, non abbiamo partecipato alla votazione di questo punto del Consiglio comunale. È evidente che da parte di questa amministrazione non c'è alcun interesse a investire sul polo termale tanto che, dei 9 milioni finanziati dalla Regione, ne impiegherà nel sito non più di 3,4 milioni. Nulla rispetto ai 40 milioni destinati a Grado). E così facendo si va a rinunciare ad almeno 30 posti di lavoro qualificato a disposizione, una volta tanto, dei giovani del nostro territorio». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








