La giunta scende in campo per strappare la proroga sulle concessioni dei lidi

Il Comune di Monfalcone scende in campo a fianco della Regione e dei concessionari per definire la questione della proroga delle concessioni demaniali turistico ricreative degli stabilimenti balneari: per iniziativa del sindaco, Anna Maria Cisint, sarà coinvolta l’Anci in modo da ottenere chiarezza in via definitiva.
È quanto si è deciso nella riunione in video conferenza a cui hanno partecipato insieme al primo cittadino l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari, e i rappresentanti dei concessionari.
Una questione urgente, che vede la Regione operativa su più fronti, dal momento che il 31 dicembre 2020 scadranno le concessioni di stabilimenti balneari e marine, dopo che l’estensione delle stesse fino al 2033 è stata dichiarata illegittima da Consiglio di Stato e dalla Corte di Cassazione per la contrarietà al diritto comunitario.
«È una problematica che ci sta molto a cuore, in quanto in ballo c’è la tranquillità della prospettiva degli investimenti – commenta in una nota Cisint –. Per questa finalità abbiamo investito per la riqualificazione del nostro litorale, rendendo Marina Julia più bella e accessibile, rifacendo arredo urbano, realizzando un parcheggio e migliorando i servizi, come la rampa che consente alle persone con disabilità motoria di arrivare fino al mare».
«Inoltre – prosegue il sindaco – a fronte del momento di difficoltà abbiamo previsto il dimezzamento dei canoni demaniali e l’abbattimento della Tari sia in quota fissa che variabile».
Di qui la decisione di interessare l’Anci: «Intendiamo farci parte attiva per trovare una soluzione all’annoso problema. Quindi, in qualità di componente io stessa dell’Anci, ritengo che sia una strada da percorrere quella di chiederne il coinvolgimento per avere chiarezza». Una lettera è pertanto partita dal municipio.
Concetti condivisi e ripresi anche dall’assessore Callari: «La politica regionale e quella del Comune di Monfalcone sono attive e vicine ai bisogni dei nostri concessionari, perché riteniamo che le attività economiche vadano sostenute in ogni modo. Vogliamo dare certezze e assicurare continuità agli operatori del settore».
Ricordando che la legge regionale con cui è stata introdotta la possibilità di proroga con un meccanismo di semplificazione amministrativa è stata impugnata, l’esponente della giunta regionale ha anche ripercorso la controversa vicenda.
Un presupposto determinante per la proroga delle concessioni è rappresentato dalla crisi economica causata dall’emergenza sanitaria del Covid-19, che ha determinato un quadro socio-economico completamente diverso e del tutto straordinario.
Di recente è stata sottoscritta anche da parte del Friuli Venezia Giulia l’ordine del giorno approvato dalla Conferenza delle Regioni per sollecitare il Governo ad adottare atti risolutivi per garantire la proroga delle concessioni demaniali al 2033.
Dalla Regione è arrivata infine anche la proposta di un emendamento alla norma nazionale per consentire direttamente all’Agenzia delle entrate di provvedere alla registrazione degli atti di concessione su istanza del concessionario a fronte del pagamento dell’avvenuto versamento del canone. –
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