La giunta: sul Carciotti decida la Soprintendenza
| Via libera alla richiesta di parere sul progetto Cervesi per il restauro del palazzo |
Palazzo Carciotti trasformato in centro congressi: la palla passa alla Soprintendenza, da cui dipenderà l’eventuale sviluppo dell’ipotesi o il suo accantonamento. Ieri la giunta comunale ha deciso di sottoporre all’ufficio periferico del ministero per i Beni culturali il progetto di Francesco Cervesi, l’ingegnere che lo ha messo a disposizione della città. Il via libera è arrivato dai sei assessori presenti alla seduta: il vicesindaco Paris Lippi e i due colleghi di An Franco Bandelli e Piero Tononi, e i forzisti Maurizio Bucci, Massimo Greco e Sandra Savino.
Ed è Bandelli a sottolineare «l’accelerazione» che al progetto si è voluto imprimere. Il consiglio comunale appena il 26 luglio scorso aveva invitato sindaco e assessori a verificare con la Soprintendenza «la possibilità di prevedere una destinazione urbanistica congressuale». Per far ciò, recita il documento sottoscritto da Bandelli, Bucci e Tononi, «occorre disporre materialmente di un progetto su cui innescare ogni eventuale modifica anche sostanziale laddove necessaria». Il progetto appunto c’è, e su questo «è possibile innestare ragionamenti e confronti meditati sulle scelte progettuali da adottare nell’interesse della città».
La relazione approvata, rispondendo indirettamente a dubbi e perplessità, precisa che «l’utilizzo del progetto» Cervesi «non vincola in alcun modo l’amministrazione» sulla scelta del progettista per la quale peraltro, se fosse il Comune ad appaltare l’opera, andrebbe indetta una gara a evidenza pubblica (non obbligatoria se invece titolare del cantiere fosse un privato). Restano possibili inoltre «eventuali integrazioni e/o modifiche quali ad esempio l’eventuale destinazione alberghiera»: una porta aperta all’opportunità - evidenziata da molti - di cancellare una delle tre sale congressi previste (una da 1584 posti, due minori) per fare spazio a un hotel. La decisione assunta dalla giunta sposta per ora il peso di ogni decisione dall’interno all’esterno del Comune, dopo che nel centrodestra è emersa nelle ultime settimane una chiara diversità di vedute sul progetto di un palacongressi al Carciotti: con An schieratissima su questa soluzione (che fu lo stesso partito a lanciare lo scorso febbraio) e buona parte di Forza Italia - compreso il sindaco Dipiazza - decisamente prudente, e dubbiosa sulla sostenibilità gestionale di un centro congressi di simili dimensioni.
Il restauro del Carciotti richiederebbe una quarantina di milioni di euro: cifra cui si potrebbe arrivare con la partecipazione sostanziale della Fondazione CRTrieste, che dopo avere rinunciato al palacongressi al posto del magazzino vini si è dichiarata disponibile a esaminare opzioni alternative, purché - come precisato dal presidente Massimo Paniccia - definite e condivise dalla città tutta. Qualsiasi valutazione successiva sul progetto però dovrà ora attendere il parere della Soprintendenza, imprescindibile per il palazzo neoclassico. «Noi - ribadisce Bandelli - trasmetteremo il progetto al sovrintendente in tempi brevi, forse già prima di Ferragosto, chiedendo un colloquio e auspicando una risposta chiara e certa sulla fattibilità dell’operazione». Nessun vincolo per l’amministrazione, «non abbiamo sposato nessun progetto», precisa l’assessore. Il quale sorvola sui pareri diversi nella Cdl per soffermarsi sul fatto che «abbiamo deciso tutto quanto c’era da decidere in tempi brevissimi».
Un entusiasmo cui fa da contraltare la prudenza del forzista Bucci: «Il progetto in Soprintendenza? È solo un primo passo sulla via di una valutazione generale». Si tratta comunque di un passo importante per il destino del palazzo, le cui condizioni - ricorda Bandelli - richiedono un intervento di manutenzione «indifferibile»: per il riatto di una parte del tetto è stato approvato un progetto definitivo da 800 mila euro, che andrà cantierato «l’anno prossimo», se l’ipotesi del centro congressi non andasse in porto. Del resto, conferma l’assessore al patrimonio Piero Tononi, «l’unica alternativa a mio personale giudizio resta la vendita all’asta del palazzo», dopo che nel giro di qualche anno questo verrà liberato dagli uffici comunali che oggi ospita. Il centro congressi, annota Tononi, permetterebbe invece «di mantenere il Carciotti pubblico, o parzialmente pubblico, portandovi un valore aggiunto».
Riproduzione riservata © Il Piccolo
Leggi anche
Video








