«La marcia su Fiume ultimo atto del Risorgimento» Ma il Vate continua a dividere

Davanti al monumento la celebrazione ufficiale della Lega Nazionale In piazza Unità l’Anpi: «Troppi simboli fascisti in quella cerimonia» 
Bonaventura Monfalcone-12.09.2020 Manifestazione Ronchi dei Partigiani-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-12.09.2020 Manifestazione Ronchi dei Partigiani-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

la ricorrenza



Due momenti come sempre distinti tra loro. Senza contatti e senza che ci potesse essere alcun problema di ordine pubblico. Come avviene ormai da anni, anche ieri Ronchi dei Legionari si è nuovamente divisa. C'è chi, attorno alla Lega Nazionale, ha ricordato l'impresa di Fiume e la marcia di Ronchi, 101 anni fa, guidata da Gabriele D'Annunzio e chi, invece, su invito dell'Anpi, si è ritrovato in piazza dell'Unità d'Italia, davanti al monumento alla Resistenza, per sottolineare la tradizione antifascista della città e del territorio.

Al monumento dedicato al Vate, nel ricordo del cavalier Gilberto Secco, scomparso 10 anni fa, molti amministratori e tra loro anche il sindaco, Livio Vecchiet, come sempre senza fascia e senza un suo intervento. Hanno parlato, invece, il commissario della sezione di Fiume della Lega Nazionale, Diego Redivo e Adriano Ritossa. «Il passato non deve cadere nell'oblio – ha detto – ma deve trovare il posto nell'unico contesto opportuno: la storia. Appaiono stucchevoli i comportamenti di quanti, oggi, sono costretti per motivi ideologici, le sinistre, a recitare una parte nella quale sono i primi a non crederci più». Quindi il presidente del consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, ha sottolineato la necessità di fare memoria. «L'impresa di Fiume – ha ribadito l'assessore regionale Sebastiano Callari - va vista come uno degli ultimi sussulti della stagione risorgimentale italiana. Un'azione legata idealmente alle pulsioni patriottiche della Prima guerra mondiale e non a quello che negli anni seguenti sarà e farà il fascismo». A concludere il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, che ha fatto leva sull'amor patrio. In piazza Unità, dopo la deposizione di una corona d'alloro, l'intervento della presidente dell'Anpi, Marina Cuzzi, la quale ha ricordato come il 12 settembre debba essere ricordato come il momento in cui si avviò la battaglia di Gorizia, fondamentale nella guerra di Liberazione nazionale. «La storia agli storici – ha detto – ma non possiamo far finta che qualcuno usa queste commemorazioni per altri scopi». Mentre è stato letto un documento che manifesta la contrarietà all'esasperato uso di simboli fascisti in cerimonie come quella in ricordo di D'Annunzio, il saluto da parte dell'Anpi nazionale è stato portato da Patrick Zulian. Unico amministratore con la fascia tricolore quello di Turriaco, Nicola Pieri. —

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