La missione europea per tutelare mari e oceani del pianeta

Lasorte Trieste 27/09/20 - Piazza Unita', Trieste Next
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«Come sta il nostro mare? Sta male»: così ieri pomeriggio ha esordito Maria Cristina Pedicchio, membro del cda dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs, nonché docente di Algebra all’Università di Trieste, intervenendo all’evento “Con l’acqua alla gola – Come sta il nostro mare? La missione “Stella di mare” della Commissione europea per la salvaguardia di mari e oceani”, nell’ambito di Trieste Next 2020. «Il nostro pianeta, la “biglia blu” – ha proseguito – è coperto per il 71% da mari e oceani, tanto che sarebbe stato più corretto chiamarlo “Oceano” anziché “Terra”».

Introduzione, questa, per ricordare l’importanza, a livello globale, del mare. «Ed è per questo che la missione “Starfish 2030” – ha spiegato Francesco Regoli, direttore del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università Politecnica delle Marche e direttore di Marine Environmental Research – italianizzata in “Stella di mare” è così importante. Ispirata alla forma delle stelle marine, la missione ha cinque obiettivi generali per il 2030: colmare le conoscenze e il divario emotivo, rigenerare gli ecosistemi marini e d’acqua dolce, inquinamento zero, decarbonizzare il nostro oceano e le acque e, infine, rinnovare la governance». La mission di Starfish 2030 è quella di consentire il ripristino del ciclo dell’acqua nel suo complesso.

A intervenire anche Sigi Gruber, head of Marin Resources Unit, Research and Innovation della Commissione europea, collegata in remoto da Bruxelles. —



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