La morte di Claudia Culot, città sotto choc «Si sentiva male già da alcune settimane»

Incredulità e cordoglio per la sommelier che collaborava all’organizzazione di Gusti di frontiera ed era il “motore” dell’Onav
Bumbaca Gorizia 25.05.2013 Gradisca Gran Premio Noè Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 25.05.2013 Gradisca Gran Premio Noè Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Sgomento. Incredulità. Anche rabbia «perché non si può morire così a 55 anni, con mille programmi in mente e tanta voglia di vivere».

Questi i sentimenti che si sono diffusi in città il giorno dopo la scomparsa di Claudia Culot, vittima di un malore fatale mentre era in casa, in via Canova. La cinquantacinquenne era molto conosciuta a Gorizia per la sua attività all’interno dell’Onav (l’Organizzazione nazionale assaggiatori vino) e per il suo impegno rivolto a migliorare l’accoglienza turistica in città.

Arianna Bellan, assessore comunale ai Grandi eventi, la conosceva benissimo. E stavano collaborando, in questi giorni, per la nuova edizione di “Gusti di frontiera”. «Da una paio di settimane stava poco bene - rivela -. Lamentava dei dolori allo stomaco ma pareva fosse un problema di passaggio. Stavamo lavorando bene, come sempre accaduto negli ultimi anni, in vista della manifestazione enogastronomica di settembre: aveva mille idee e cercava sempre di risolvere i problemi. Ho difficoltà a realizzare che Claudia non c’è più. Era davvero una brava persona, generosa, positiva e, credetemi, non sono le solite parole di circostanza che si dicono quando una persona passa a miglior vita. Sono sconvolta. Letteralmente».

Pensieri condivisi da Michela Fabro, chef molto apprezzata, titolare del “Rosenbar” e una delle anime dell’associazione “Gorizia a tavola”. «Claudia ci ha presi alla sprovvista. E il dolore è ancora più grande. A Gusti di frontiera avevamo lo stand insieme e lavorare assieme a lei era un piacere non soltanto professionale ma soprattutto umano: sempre positiva, concreta. Era una sommelier esperta, non si tirava mai indietro, ci mancherà moltissimo».

Dell’Onav fa parte anche l’ingegnere Renzo Badalini. «Claudia era delegata provinciale e regionale. Se l’Organizzazione ha promosso tante iniziative in questo periodo è grazie a lei, alla sua volontà, alla sua determinazione. Era una donna piena di vita». Badalini rivela di averla vista pochi giorni fa. «Mi aveva confidato di sentirsi poco bene. Lamentava un po’ di malessere ma non aveva mai smesso di pensare, di organizzare, di architettare nuove iniziative».

Tutti la descrivono come una persona molto attiva che riusciva a contagiare l’interlocutore con il suo entusiasmo. Claudia Culot, attualmente, era separata. E il figlio viveva a Firenze. Risiedeva in una casa a più piani di via Canova, accanto al Parco della Rimembranza.

«La notizia mi ha letteralmente scioccato - sottolinea Patrizia Artico, portavoce del sindaco -. Era una persona straordinaria e non sono, credetemi, parole di circostanza. L’avevo conosciuta durante i tre giorni in cui visitammo l’Expò di Milano. Era una persona che dopo cinque minuti che l’avevi conosciuta, ti pareva di conoscerla da sempre. Solare e con una grande gioia di vivere. Non era difficile trovare in lei grande complicità. Faccio fatica a non immaginarla più fra noi, tanto vitale era».

Anche Marilena Bernobich, assessore comunale al Personale, aveva avuto occasione di conoscerla. «Ho frequentato il corso per assaggiatrice organizzato dall’Onav a Cormòns e ho avuto modo di approfondire la conoscenza con Claudia Culot - sottolinea -. Era una persona dalla grande vitalità, positiva, con tanta voglia di fare. Sentiremo la sua mancanza perché, quando si trattava di organizzare iniziative, era un fiume in piena. Se ne va una persona che tanto avrebbe potuto ancora dare per Gorizia». —



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