La nuova protesta di Pratali Maffei: “Falso” dopo “Vergogna”
«Vergogna, falso, dimissioni». La protesta di Sergio Pratali Maffei, autore degli adesivi con la scritta “Vergogna” che a inizio giugno sono comparsi su lampioni e segnali stradali del centro città, si fa in tre.
Dopo aver confessato la paternità degli adesivi, il docente universitario ha confermato al Piccolo di essere l’autore anche del cartellone comparso due settimane fa sul piazzale della Casa rossa, con il significato del termine «vergogna» ripreso dal vocabolario online dell’istituto Treccani, e che l’iniziativa non resterebbe isolata ma andrà a formare un trittico.
Il manifesto è solo una imitazione, dunque, di quello con la parola “infame” affisso a Sant’Andrea, con cui Pratali afferma di non avere nulla a che fare. Ma la sua opera, come dicevamo, non si è limitata a quel primo manifesto. Da qualche giorno, sempre negli spazi per le affissioni di via Blaserna, è comparso un nuovo manifesto, stavolta dedicato al lemma “falso” e relativo significato, preso ancora in prestito dalla Treccani.
«Si tratta della seconda parte di quello che sarà un trittico di manifesti – ha spiegato Pratali – indirizzati, al pari degli adesivi, all’amministrazione comunale». Tutto nasce, insomma, dalle petizioni contro le industrie insalubri e a favore del piano di zonizzazione acustica, in attesa di essere approvato, che non sono state discusse dal consiglio comunale. E dopo “falso”, stando agli indizi lasciati sui social dal docente, il terzo manifesto conterrà la definizione di “dimissioni”.
Nel frattempo, Pratali sarebbe ancora in attesa di ricevere l’annunciata sanzione per la vicenda degli adesivi, oggetto anche di una interrogazione da parte del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Fabio Gentile. «Proprio in questi giorni – racconta il professore – sono tornato a Mestre, dove risiedo, e nella buca della posta non ho trovato nulla da parte del Comune di Gorizia o della Polizia locale. La multa non è ancora arrivata e, a questo punto, ho motivo credere che non arriverà mai».
Continua Sergio Pratali Maffei: « Se dovesse arrivare, mi aspetto che multe simili siano staccate anche nei confronti di altri movimenti politici che imbrattano con i propri adesivi i pali della città. Multa per tutti oppure multa per nessuno. Magari scopriremo qualcosa di più quando l’amministrazione risponderà all’interrogazione del consigliere Gentile», la sua conclusione. —
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