La nuova raffineria di Fiume progetto da mezzo miliardo

Andrea Marsanich

/ FIUME

Sta procedendo senza intoppi la realizzazione del più grande progetto in campo industriale degli ultimi decenni in Croazia. È l'approntamento dell'impianto coking nell'ambito dell'unica raffineria di petrolio ancora presente nel Paese, quella fiumana di Urinj, progetto che prevede un investimento di circa 4 miliardi di kune, al cambio 532 milioni di euro. È denaro investito dalla compagnia che gestisce lo stabilimento di Urinj, la croato–ungherese Ina, la quale ha voluto puntare sul coking per poter soddisfare non solo il mercato nazionale, ma anche espandersi in quelli vicini, la Bosnia–Erzegovina e la Slovenia per intenderci.

L'impianto, che sarà ultimato l'anno prossimo ed entrare in funzione nel 2023, consentirà la trasformazione dei residui e frazioni di idrocarburi pesanti in derivati più leggeri e sicuramente più remunerativi, come la benzina, il gasolio e il gas di petrolio liquefatto. Il tutto fa parte del progetto di modernizzazione degli impianti di Urinj, poco a est di Fiume e per il quale l'Ina ha in mente di sganciare sul miliardo e mezzo di euro. L'azienda petrolifera ha fatto sapere che i lavori edili della struttura coking saranno portati a conclusione entro la fine del 2022, dopo di che seguirà l'assemblaggio dell'impianto, la cui produzione comincerà l'anno successivo. Grazie al coking, il colosso di Urinj riuscirà a produrre annualmente sui 4 milioni e mezzo di tonnellate di combustibili, soddisfacendo la richiesta nazionale e parte di quella bosniaco–erzegovese. Inoltre verranno riforniti i distributori di carburante, circa 170, presenti in Slovenia e di proprietà dell'Ina e della magiara Mol. Attualmente i lavori si svolgono in diverse parti della raffineria quarnerina, affidati all'impresa italiana Kinetics Technology (KT), che ha il compito di mettere in piedi l'impianto coking. Quest'ultimo verrà a costare sui 3 miliardi e 300 milioni di kune, circa 440 milioni di euro, mentre il resto dell'investimento riguarderà il deposito per il coke di petrolio, il pontile per il caricamento navi e il nastro trasportatore della lunghezza di 800 metri.

«Ci stiamo avvicinando alla fine di un anno molto complesso non solo per i mercati, ma anche per il nostro progetto coking – è quanto affermato da Vedrana Janjić, direttrice del progetto di modernizzazione della raffineria di Urinj – grazie alla professionalità dei nostri esperti, posso dichiarare che finora non ci sono state grosse battute d'arresto e dunque viene rispettato il ruolino di marcia. Grazie al nuovo impianto, che costerà la bellezza di 4 miliardi di kune, avremo una produzione sostenibile, con la raffineria fiumana che diventerà ulteriormente competitiva e moderna, in grado di ritagliarsi una posizione importante sui mercati della regione». Aggiungiamo che il cantiere del futuro impianto coking occupa circa la metà della superficie di questa raffineria, costruita a partire dal 1963 e inaugurata nel novembre del 1965. —

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