La partita dei dipendenti Concorso o posto diretto? Risponderà il Ministero

C’è un altro aspetto della partita Aspm che desta l’interesse dell’azzurro Giuseppe Nicoli e riguarda i dipendenti. «Meriterebbe un chiarimento rispetto alle assunzioni da parte dell’Azienda di sistema, che potrebbero essere rivolte anche verso l’esterno», spiega l’azzurro. Ma il consigliere regionale entra nello specifico: «I lavoratori saranno assunti direttamente o con concorso? Io non lo so».

È questa, per la verità, una questione che pure i diretti interessati ignorano: a loro, secondo fonti interne, è stato solo assicurato che il posto di lavoro verrà salvato. Ed è una buona notizia. Sulle modalità di assorbimento dei lavoratori Aspm nulla trapela. Perché in realtà si attende la pronuncia del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e della Corte dei conti, che deve esprimersi in merito alla delibera di acquisizione.

I dipendenti dell’Azienda speciale, emanazione della Cciaa, ente autonomo di diritto pubblico, diventerebbero dipendenti pubblici. Dovesse perfezionarsi l’operazione sarebbero a tutti gli effetti degli “statali” sotto l’Autorità di sistema, dunque con contratto della categoria di riferimento. Un salto di qualità. I costi di quei posti andrebbero a carico del bilancio dello Stato, non più della Camera di commercio, ente autonomo che si autofinanzia.

Quanto al più ampio ragionamento sull’occupazione, che può e deve accrescere in considerazione dell’attuale fase espansiva, il consigliere regionale forzista Nicoli così ragiona: «Lo sviluppo delle aree portuali e retroportuali non va imperniato unicamente sulla logistica: la Regione deve mettere in campo un’azione incentivante per le aziende locali di trasformazione e lavorazione delle merci e al contempo migliorare le infrastrutture a esse collegate, a pieno vantaggio anche della popolazione, nel cui territorio si ospitano non solo scali portuali bensì aziende produttive».

Un indirizzo ben preciso. —

Ti.Ca.

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