La pista del ricatto dietro il delitto di Udine

Mirco Sacher aveva effettuato nell’ultimo periodo ripetuti prelievi bancomat da 150 euro sui quali indagano gli inquirenti

UDINE. Prelievi bancomat ripetuti, sempre di 150 euro, effettuati da Mirco Sacher solo nell'ultimo periodo con una cadenza quasi fissa. C’è il “filo rosso” dei soldi ora a orientare buona parte delle indagini con cui si sta cercando di far luce sulla morte dell’ex ferroviere udinese di 66 anni trovato senza vita domenica pomeriggio in un’area di campagna in via Buttrio.

Ieri gli uomini della Squadra mobile di Udine hanno verificato che l'uomo ha fatto il suo ultimo prelievo a uno sportello Unicredit domenica scorsa verso le 9. Nei video ricavati dal sistema di videosorveglianza dell’istituto di credito si vede distintamente che ad effettuare l'operazione è stato il pensionato. Le due quindicenni udinesi che hanno dichiarato di aver strangolato l'uomo dopo essere state vittime di un tentativo di stupro hanno sostenuto di non aver mai utilizzato la tessera, anche se una di loro l'aveva in borsetta.

Sarebbe poi spuntata la testimonianza di una donna che ha assistito a uno scambio di battute tra Sacher e le due giovani proprio sull’argomento soldi. Tutti questi elementi, messi a fuoco dagli investigatori nelle ultime ore, contribuiscono a tenere in piedi, almeno per il momento, due piste investigative: quella iniziale a sfondo sessuale di cui hanno parlato le stesse quindicenni e quella “economica”.

In quest’ottica gli investigatori verificheranno tutti i filmati delle telecamere degli istituti di credito dove sono stati compiuti prelevamenti con il bancomat di Sacher, prima della sua morte, per capire se ad effettuare le operazione sia stato sempre l’uomo stesso o altre persone. Lo ha anticipato il procuratore capo della Procura dei minori a Trieste, Dario Grohmann. Il fatto che Sacher avesse una certa disponibilità economica, insieme con altri aspetti della persona e del suo rapporto con le adolescenti, sposta l’asse delle indagini dal movente sessuale ad altri di natura diversa, tra i quali quello della pista economica. «Fin da subito non ci siamo limitati all’ ipotesi dell’aggressione sessuale», ha specificato ieri lo stesso procuratore.

Un ricatto? A cosa servivano quei 150 euro prelevati ogni tre-cinque giorni da Sacher? Solo per fare la spesa? Le ragazze avevano mai chiesto soldi al pensionato? Forse gli avevano detto di averne bisogno più del solito - non solo per uscire con gli amici o per comprare qualche sigaretta - raccontando una storia particolare? Gli inquirenti, coordinati dal pm Chiara De Grassi, non possono escludere nemmeno l’ipotesi di un eventuale ricatto. Una congettura che potrebbe anche spiegare come mai i tre si siano diretti in aperta campagna pur avendo a disposizione una casa e dopo aver trascorso insieme già diverse ore. In via Buttrio doveva forse scattare un tranello? E Mirko Sacher a quel punto si è arrabbiato? E così anche le ragazze? C’è un testimone che li ha visti discutere animatamente. Parlavano di soldi? Che cosa può aver acceso i loro animi a tal punto da sfociare in una colluttazione (che l’autopsia conferma esserci stata)?

Una delle due adolescenti, in passato, ha avuto come fidanzatino un ragazzo Rom che aveva messo in piedi un’estorsione ai danni di un conoscente gay. Nell’indagine era rimasta coinvolta solo in una prima fase anche la quindicenne. Ma poi la posizione di lei, come ha assicurato lo stesso procuratore Grohmann a un quotidiano nazionale, era stata archiviata. La polizia tra lunedì e ieri ha ascoltato amici e compagni delle due quindicenni, senza trovare spunti rilevanti.

Avrebbe dovuto essere una domenica di svago quella del 7 aprile. Una delle due amiche dorme a casa dell’altra, alla periferia nord di Udine. Poi, la domenica mattina, si svegliano chiamano Sacher, che passa a prenderle con la sua Punto bianca, come già aveva fatto in altre occasioni. I tre vanno in una gelateria a Remanzacco dove rimangono una ventina di minuti. Poi vanno in un supermercato non lontano da casa di Sacher, comprano un po’ di vino che probabilmente bevono assieme. Le due ragazze vengono notate in via Strassoldo, mentre sono in strada e danno alcuni calcetti all’auto di Sacher. Sembra una sorta di gesto goliardico, non l’azione di una persona arrabbiata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:omicidi

Riproduzione riservata © Il Piccolo