La preside del liceo: «Cingolani pensi di più agli studenti»
«Non posso rimanere inerte di fronte a situazioni controproducenti, se pur legittimate da norme, che permettono a un dipendente della pubblica istruzione di privare ripetutamente al mattino gli studenti delle dovute lezioni, perché dalle 17.30 è impegnato a dibattere, per esempio, sulle vicissitudini del canile municipale in Consiglio comunale». La preside del Polo liceale Giovanna Marsoni torna ad intervenire sul caso-Cingolani. «Lo faccio per l’ultima volta», precisa. Riguardo ai contributi richiesti alle famiglie, sostiene che «la denuncia di Cingolani (quelle sono “richieste ambigue”, disse l’esponente del Pd) lascia adito a ipotesi di manovre finanziarie perseguibili. Coloro che nutrissero dubbi su tale richiesta di contributo o su qualsiasi altro problema possono sempre trovarmi in presidenza». La preside, invece, torna sulle assenze di Cingolani: «Come legale rappresentante dell’istituzione sono chiamata a rispondere dell’efficienza e dell’efficacia delle azioni educative, organizzative e anche di quelle finanziarie sottese alle precedenti. Da ciò - spiega la preside - la necessità di un’amministrazione oculata delle risorse umane ed economiche, ad ostacolare la quale spesso subentrano fattori esterni con effetti a volte risolvibili altre volte no. Le assenze prolungate per malattia, ad esempio, permettono di dare una continuità didattica con l’assunzione di supplenti, quelle brevi ma frequenti producono ricadute che possono diventare devastanti principalmente sul piano formativo, ma anche organizzativo ed economico (necessità di ricorrere a uscite anticipate o a ingressi posticipati, pagamento di ore aggiuntive a docenti spesso non della stessa classe, che surrogano nell’impossibilità di incrementare il percorso specifico disciplinare). Il fatto che queste ultime possano essere legittimate dalla normativa sulle cariche elettive non è una ragione sufficiente per giustificare agli occhi dei genitori, giustamente contrariati, le ricadute negative sulla preparazione dei figli». Aggiunge la professoressa Marsoni: «A volte le leggi confliggono con altre norme o con i diritti della persona, come nel caso in cui si viene a ledere il diritto all’istruzione. Pertanto, come cittadina, mi permetto di far presente alle autorità competenti l’inadeguatezza di una norma che permette di assentarsi dal lavoro fin dal mattino per una attività che si svolge alla sera. Ritengo che sarebbe più comprensibile l’esonero lavorativo per il mattino successivo nel caso che il dibattito si prolunghi fino a tarda notte».
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