La protesta: «Fondi, alla Barcolana solo briciole»
Marini (Fi): «Vergogna, ma non è la prima volta». Degano (Dl): «Tutto corretto, ecco i criteri»
Non accenna a placarsi la polemica sui fondi stanziati dalla Regione alla Barcolana e alla mezza maratona di Udine. Dopo l’attacco del vicesindaco Paris Lippi all’assessore al Turismo, Enrico Bertossi, sulla «diversa sensibilità» dimostrata dalla giunta Illy per le due iniziative, il mondo politico triestino si spacca. Uno scontro che permette di fare chiarezza sul denaro pubblico stanziato dalla Regione per le due manifestazioni sportive, svoltesi entrambe domenica mattina (un altro motivo di polemica, non marginale). Posto che per la Barcolana è stato previsto un contributo di 200mila euro (150mila dall’agenzia Turismo Fvg, più 50mila direttamente dall’assessorato di Bertossi come spese dirette), alla kermesse friulana di atletica sono andati 800mila euro (700mila tramite l’agenzia Turismo Fvg, previsto già nella Finanziaria del 2006, più 100mila euro aggiunte quest’anno). Un finanziamento di 140mila euro annui per 20 anni è invece stato concesso sempre dalla Regione per l’asfaltatura delle strade lungo il percorso. All’incirca 3 milioni di euro.
A fornire le cifre esatte, delibere alla mano, è il capogruppo della Margherita, Cristiano Degano, pronto a spiegare il diverso criterio burocratico dei finanziamenti. «La Regione non ha dato una cosa a uno e una cosa all’altro. Nel riparto dei contributi - spiega Degano - alla Barcolana è stato dato il massimo consentito dalla legge (150mila euro) per una manifestazione che si svolge ogni anno, a cui è stato aggiunto anche un surplus, grazie a una variazione di bilancio, per coprire i ”buchi” lasciati dopo il taglio dei contributi stanziati da altri enti». Secondo l’esponente della Margherita quella sollevata da Lippi sarebbe dunque una «polemica strumentale» anche perché il rifacimento delle strade è «un intervento indicato dal Comune di Udine, per un evento eccezionale, mentre quello di Trieste aveva indicato altri progetti». Ma nel centrosinistra che abita in Consiglio regionale le opinioni appaiono diversificate.
Se da una parte il capogruppo di Rifondazione, Igor Kocijancic, si dimostra solidale con l’assessore Bertossi il neosegretario regionale del Partito democratico, Bruno Zvech, vuole approfondire bene la questione. «Detesto le polemiche, ma ritengo - dice - che nell’attività politica serve un rapporto di equilibrio. Mi sono già attivato per superare questo impasse che compete alla giunta, tutto sarà dunque presto risolto». Se il massimo esponente della Quercia, oggi Pd, chiude il caso anticipando di fatto un ulteriore intervento economico da parte della Regione, all’interno del mondo diessino c’è chi solleva un altro aspetto della vicenda. La contemporaneità delle due manifestazioni sportive. «Non nego che la concomitanza di Barcolana e mezza maratona, pronte a contendersi la diretta televisiva su Rai3, mi ha dato un po’ di fastidio», dice Igor Dolenc, consigliere regionale dei Ds.
E aggiunge: «Lungi da me fare una questione campanilistica (l’accusa di Bertossi a Lippi, ndr), sono però convinto - sostiene Dolenc - che un evento come la Barcolana andava sostenuto fino in fondo. La presenza di skipper, armatori e sponsor a Trieste lo stava a dimostrare, doveva quindi esserci una sensibilità non solo finanziaria ma anche di tipo mediatico, perché accavallare i due eventi di fatto diminuiva il messaggio lanciato da Trieste». Un aspetto sollevato dal vicensidaco Paris Lippi, presidente provinciale di An, pronto ad attaccare di nuovo Bertossi sullo sbilanciamento verso Udine. «L’assessore regionale al Turismo faccia a Udine quello che vuole, ben vengano anche i campionati mondiali di corsa su strada - dice Lippi - ma si ricordi anche di Trieste. Magari portando nel capoluogo qualche concerto, non concentrando il tutto a Villa Manin».
Accuse spedite al mittente dall’interessato, piuttosto infastidito l’altro ieri dagli attacchi del vicesindaco. «La Regione è sempre stata molto generosa - replica Enrico Bertossi - con tutti gli eventi importanti che si svolgono a Trieste». «Vergognoso». È la definizione più benevola usata dai consiglieri regionali triestini, eletti nel centrodestra, davanti alla polemica sui fondi stanziati alla Barcolana dalla giunta Illy. Un attacco a quello che viene definito lo «sbilanciamento verso il Friuli» della Regione, messo a nudo secondo la Casa delle libertà proprio dalla «doppia» diretta televisiva di domenica scorsa. «È assolutamente vergognoso, ma non è la prima volta che accade...», dice il consigliere regionale Bruno Marini (Forza Italia). Il pensiero dell’esponente forzista corre già alla seduta del Consiglio regionale della prossima settimana, quando in aula approderà la legge sul friulano. «Un provvedimento che costerà ai contribuenti 7 milioni di euro, questa è la dimostrazione - dice Marini - che avere il presidente triestino non serve alla nostra città».
Accanto alla destinazione dei fondi, secondo il consigliere di Forza Italia, è la scelta di organizzare a Udine la mezza maratona nel giorno della Barcolana a gridare vendetta. «Al di là della buona fede degli organizzatori, è chiaro che qualcuno a Udine - sostiene Marini - voleva bilanciare l’enorme successo mediatico della Barcolana. Ma prevedere due eventi lo stesso giorno è stato un errore». Una tesi sposata anche dal consigliere regionale Sergio Dressi (An), già assessore nel precedente mandato con le stesse deleghe di Bertossi. «Questa competizione fra Udine e Trieste c’è sempre stata, solo che in passato - spiega Dressi - quando c’era un evento gli organizzatori cercano di non farsi ombra. La mezza maratona di Udine domenica ha goduto della notorietà e dell’interesse che ha la Barcolana, altrimenti senza la regata non ci sarebbe stata da parte della Rai la diretta televisiva».
E aggiunge, commentando i contributi stanziati dalla Regione: «È da cinque anni che assistiamo alla promozione del Friuli Venezia Giulia, ma i dati quelli veri sono negativi a fronte di un’ingente spesa di 50 milioni di euro. Per non parlare dei 5 milioni di euro impegnati ogni anno - dice Dressi - per la comunicazione istituzionale che è invece una palese campagna personale. Spese utilizzate per accrescere la propria immagine, non di certo l’economia della regione».
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