La Regione ai petrolieri: abbassate i prezzi
In Veneto il costo del carburante all’ingrosso inferiore di 2 euro per ogni pieno

TRIESTE
La soluzione di quella che viene definita dai gestori l’emergenza-benzina dei primi giorni post-agevolata passa per la via del dialogo. Una strada che prende forma nella riunione convocata ieri a Udine dall’assessore Michela Del Piero. Presenti tutti i rappresentanti dei gestori dei distributori di carburanti e i tecnici della Regione. Alla fine per fronteggiare il crollo delle vendite del 50% per effetto del pieno in Slovenia degli automobilisti e autotrasportatori triestini e goriziani le parti hanno condiviso di agire su due fronti: fare pressione sulle compagnie petrolifere per una riduzione del prezzo di vendita del carburante al gestore (3-4 centesimi in più al litro rispetto a altre regioni, 2 euro a pieno) e istituire un tavolo tecnico per valutare le eventuali modifiche da apportare alla legge del ’97, quella che ha istituito le fasce di sconto della cosiddetta benzina regionale.
L’incontro con i rappresentati del produttori si potrà fare entro una decina di giorni, assicura l’assessore. «Vedremo - spiega Michela Del Piero - se c'è la disponibilità delle compagnie a fare politiche commerciali in un'area che fino adesso ha dato loro grandi soddisfazioni economiche». «Abbiamo apprezzato la disponibilità della Regione a venire incontro alle nostre richieste e alle nostre proposte - dice Pio Traini presidente regionale della Figisc -. Quello di lavorare sulle compagnie è il provvedimento più immediato. Vedremo poi quali margini giuridici ci sono per modificare la legge regionale per applicare lo sconto non sul prezzo minimo praticato nel Friuli Venezia Giulia ma prendendo come parametro quello medio». «Siamo stati tutti d’accordo sul fatto che bisogna agire in fretta trovando dei rimedi efficaci nel rispetto delle normative - sottolinea Roberto Ambrosetti presidente dei benzinai Figisc di Trieste -. La Regione ha preso atto dei nostri suggerimenti e ora lavoreremo assieme nel tavolo tecnico».
Il primo dei problemi da affrontare è quello di convincere le compagnie ad abbassare il prezzo di vendita del carburante ai gestori. Finora infatti, a quanto riferisce la categoria, i petrolieri vendono la materia prima agli operatori del Friuli Venezia Giulia a un prezzo sensibilmente superiore a quello applicato alle altre regioni italiane come ad esempio al Veneto. «Le stesse compagnie erogano i rifornimenti sia di benzina che di gasolio ai colleghi di altre regioni a 3-4 centesimi in meno al litro - afferma Traini -. Una riduzione costituirebbe già un primo piccolo passo in avanti».
L’opportunità di vendita a un prezzo ribassato dalle agevolazioni ormai da oltre 10 anni non ha stimolato la contrattazione, e le imprese petrolifere ne hanno approfittato. Ma ora, con un prezzo del carburante decisamente più alto rispetto a quello della Slovenia, una riduzione di 3-4 centesimi significherebbe per il consumatore un risparmio tra l’1,5-2 euro a pieno. Fattore che potrebbe almeno in parte disincentivare l’emigrazione di automobilisti e autotrasportatori. Su questo fronte si concentrerà la trattativa dell’assessore Del Piero. Del resto se il calo delle vendite è nell’ordine del 40-50% anche le «sette sorelle» dovrebbero avere tutto l’interesse a venire incontro alla richiesta. Secondo la Figisc, nelle ultime settimane si è registrato nelle zone confinare del Friuli Venezia Giulia un significativo calo di vendite che in alcuni distributori di Trieste ha toccato il 60%. L’assessore inoltre ha manifestato la disponibilità a studiare la possibilità di modifiche alla legge regionale 47/96 con la quale è stata introdotta la benzina «regionale».
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