La Regione plaude allo stop sloveno sulla ferrovia bis

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«È un bene che anche gli ambientalisti sloveni abbiano colto la gravità del pericolo al quale sono esposti la Val Rosandra e il suo ecosistema a causa al raddoppio della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia e delle relative gallerie sotterranee, che rischia di portare al prosciugamento dei torrenti Rosandra e Ospo. Un pericolo concreto che la Regione ha più volte evidenziato negli ultimi due anni esprimendo la propria contrarietà all'opera, come ha fatto anche il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a esprime parere negativo sull'opera».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, dopo l'invio anche alla Regione di una lettera da parte dei Verdi della Slovenia che chiede il blocco dei cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria.

Scoccimarro ha rimarcato che tale missiva più che alla Regione avrebbe dovuto essere inviata ai gruppi ecologisti operanti in Fvg, che paiono poco sensibili a questo tema» e ha evidenziato che «nonostante gli accordi internazionali prevedano per questo tipo di opera il parere favorevole anche del nostro Paese, le autorità slovene hanno comunque dato il via ai cantieri. È quindi prioritario che il nostro governo, il parlamento e i nostri deputati a Bruxelles spronino le autorità slovene, nelle rispettive sedi di competenza, per ottenere la sospensione e la revisione di quest'opera fortemente impattante».

L'assessore regionale ha ricordato infine che «la contrarietà al cantiere da parte dell’amministrazione del Friuli Venezia Giulia è stata confermata anche nel corso dell’incontro bilaterale tra il governo sloveno e la Regione svoltasi a Capodistria nel novembre del 2019». —

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