La Regione “snobba” Trieste Next e Its

TRIESTE. A bocca asciutta. La Regione ha escluso dai finanziamenti previsti per i progetti mirati tre manifestazioni del calibro di Trieste Next, Its e Maremetraggio, It’s. Si tratta di fondi che vengono ripartiti sulla base della legge 12 del 2006, che prevede contributi mirati su iniziative “di rilevanza turistica”. Il caso innesca uno scontro politico tra il Comune capoluogo, peraltro promotore di Trieste Next, e l’assessore Federica Seganti a cui fa capo il settore. «Decisioni mirate a colpire» commenta secco il nuovo assessore alla Cultura del capoluogo giuliano, Franco Miracco.
Le risorse, quest’anno, ammontavano a quasi 4 milioni di euro (3.949.725,68), circa un milione in meno del 2012, suddivise tra un centinaio di eventi: si va dalle manifestazioni sportive come le maratone in città ai convegni, dai singoli circoli culturali a vari premi e rassegne. Hanno beneficiato di risorse pubbliche, ad esempio, il “50° giro della regione per ville, castelli e borghi rurali”, organizzato da un’associazione friulana, o il golf club di Aviano. Non mancano poi i 10mila euro alla “gommonata europea”, i fondi a “Pordenone legge", agli eventi enoturistici di Udine e alla “Sagra degli osei” di Sacile. Piuttosto consistenti anche le risorse alle località balneari: Lignano conterà su 700 mila euro tra fondi ai consorzi turistici e all’amministrazione municipale; Grado va oltre al mezzo milione. E Trieste? Il capoluogo ottiene, tra gli altri, finanziamenti per la Bavisela e la Barcolana, che si aggiudicano rispettivamente 50 mila e 180 mila euro.
Progetti che «sono caratterizzati da continuità, localizzazione nelle aree a maggiore vocazione turistica, con attenzione alle effettive ricadute economiche sul territorio e alla capacità di aggregazione dei proponenti», dichiarava Seganti. Tutti criteri che, evidentemente, secondo la Regione mancano a Its, Maremetraggio e TriesteNext. Sulla scelta operata per quest’ultimo evento, in particolare, – il “Salone europeo dell’innovazione e della ricerca scientifica" che in autunno aveva visto la partecipazione di studiosi e imprenditori di livello internazionale – il sindaco Roberto Cosolini è polemico. «Trieste Next (evento per cui il Comune aveva chiesto una cifra intorno ai 100 mila euro, ndr), organizzato insieme all’Università, ha portato in città 30 mila persone – ricorda – e ha riempito gli alberghi. La Regione ci sta dicendo che non raggiunge il punteggio?».
Effettivamente la comunicazione della Direzione centrale attività produttive, con lettera protocollata in Comune lo scorso 28 febbraio, affermava proprio questo. «Si è spiacenti informare – scrive il documento – che l’iniziativa in oggetto, seppur rientrando tra le finalità previste dalla legge, non è stata ammessa in quanto in sede di valutazione ha conseguito un punteggio inferiore al minimo previsto».
Fuori anche Maremetraggio che Seganti, tuttavia, intende riabilitare con un fondo del 2012 non ancora utilizzato. La presidente dell’associazione, Chiara Omero, si troverà a ridurre sezioni del festival oltre che «l'accoglienza degli ospiti e quindi il turismo», fa notare. La kermesse «è internazionale e conta su cortometraggi da decine di Paesi: com’è possibile?». Its, il concorso di moda presente sulla piazza triestina da oltre dieci d’anni, è restata fuori «perché nel tempo aveva già ricevuto fondi pubblici superiori ai 200 mila euro», osserva ancora Seganti. «Non conosco le ragioni della nostra esclusione, ma posso dire che il nome di Trieste è sempre stato valorizzato – protesta l’ideatrice Barbara Franchin – suscitando l’interesse della stampa internazionale, con migliaia di articoli e servizi in tv. E penso che gli albergatori ci conoscano bene: abbiamo riservato pernottamenti per 500-600 persone in ogni edizione».
Decisioni «profondamente sbagliate – insiste ancora l’assessore comunale Miracco –. Si stanno penalizzando progetti di prestigio che consentono di far conoscere Trieste al mondo. Pensiamo solo a cosa ha combinato la Regione con la Film Commission. Con scelte del genere non si va oltre Monfalcone».
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