La Regione spiega a Prodi il no ai rifiuti di Napoli
L’assessore Antonaz: «Siamo saturi, il caso Udine non ci consente più di aiutare nessuno»
ROMA
«Abbiamo precisato il motivo della nostra non disponibilità: gli impianti attivi in regione non ci consentono di aiutare la Campania». Roberto Antonaz scende a Roma e spiega a Romano Prodi e Antonio Bassolino che, come annunciato 24 ore prima da Gianfranco Moretton, il Friuli Venezia Giulia non è in grado di contribuire allo smaltimento dei rifiuti campani. Niente da fare, rimarca l’assessore all’Ambiente, «per le gravi inadempienze della Provincia di Udine». Non è sola la nostra Regione. A dire di no ci sono anche Lombardia, Veneto e Liguria. Ma nessuno, racconta Antonaz, fa pressioni. «Non abbiamo alcuna obiezione a partecipare all'emergenza, ma la situazione attuale è tale da non permetterci di partecipare al concerto nazionale in soccorso della Campania. Il presidente Prodi - prosegue - ha comunque capito che il nostro è un problema solo tecnico. Nella posizione del Friuli Venezia Giulia non c’è alcunché di politico o ideologico. Anzi, quando invece eravamo in grado di contribuire all’emergenza rifiuti, manifestammo la nostra disponibilità. Accade non più lontano di due anni fa».
Ma questa volta non si può. «Non siamo in grado di ospitare la minima quantità di immondizie – sottolinea ancora l’assessore alla Cultura –, da qualsiasi direzione provenga. Prodi ha preso atto del nostro rammarico e comunque apprezzato il fatto che, dal punto di vista del principio, aderiamo all’appello alla solidarietà: un territorio che ha bisogno di aiuto va aiutato». «Abbiamo raggiunto un punto di saturazione tale – evidenzia ancora Antonaz – che non è possibile pensare di dare una mano a chicchessia». Il problema è quello già illustrato da Moretton. E riguarda «esclusivamente» la provincia di Udine: «Palazzo Belgrado, ben prima dei problemi etico-politici del presidente Marzio Strassoldo, non ha attuato le politiche di realizzazione degli impianti così come sarebbe stato opportuno. Non a caso abbiamo nominato un commissario per la predisposizione del piano provinciale dei rifiuti pvc e rifiuti speciali assimilabili agli urbani».
Nell’Udinese, afferma Moretton, «servirebbe almeno un’altra grande discarica. In questa fase c’è una richiesta di ampliamento di quella di Trivignano e una per un nuovo impianto in comune di Udine ma siamo, appunto, appena alle richieste». Rischio Napoli? «C’è attenzione perché la realtà non è facile, ma non ancora emergenza. A breve inizierà la fase commissariale della Provincia, con un subcommissario incaricato proprio della materia ambientale, e auspichiamo dunque che le cose si possano iniziare a risolvere». A inizio settimana, tra l’altro, il presidente del Consorzio smaltimento della Bassa (Csr), Elio Di Giusto, aveva espresso preoccupazione per le capacità di accoglimento della discarica di Trivignano, che dalla prossima settimana accoglierà le immondizie dal Csr causa il fermo per manutenzione dell'impianto di trattamento di San Giorgio di Nogaro. La situazione è invece sotto controllo nelle altre province: «L’inceneritore di Trieste, che risolve anche alcune esigenze di Gorizia, è adeguato. Anche nel Pordenonese non ci sono problemi, in particolare – spiega il vicepresidente della giunta Illy – per la mentalità della raccolta differenziata che lì è più radicata che altrove». m.b.
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