La Regione vieta la pulizia del Lido di Staranzano

STARANZANO. Si complica l’avvio del progetto per il rilancio turistico del Lido di Staranzano, a causa di nuovi paletti imposti dalla Regione.
La spiaggia staranzanese, infatti, è inserita nel perimetro del Sic (Sito di interesse comunitario) della Riserva naturale regionale della foce dell’Isonzo. Il 10 aprile scorso sul Bur della Regione è stata pubblicata la delibera (n. 546 del 28 marzo 2013) su “Approvazione delle misure di conservazione di 28 Sic della regione biogeografica del Friuli Venezia Giulia”, secondo la quale, per conservare l’ambiente naturale nella sua interezza, non è permessa neanche la semplice pulizia della spiaggia, effettuata durante l’anno fino al confine con Marina Julia, già a cominciare dall’imminente stagione estiva.
Di conseguenza, oltre a essere bloccati finanziamenti a causa del patto di stabilità che impedisce di dar corso lavori già appaltati (la strada di collegamento con il litorale, l’illuminazione, la zona servizi e di parcheggi e la spiaggia per i cani), adesso c’è quest’altra “mazzata”. In pratica non si potrà neanche pulire il litorale, fare il ripascimento della sabbia, e chi andrà a prendere la tintarella e a fare il bagno sarà costretto a convivere con cumuli di materiali e i cattivi odori che emanano.
Per i trasgressori (in questo caso per il Comune di Staranzano) in caso di alterazioni dell’ambiente protetto sono previste pesanti sanzioni da parte della Guardia forestale, alla quale la Regione ha affidato il controllo.
In sostanza, secondo questo provvedimento sembra si possano asportare solo rifiuti prodotti dall’uomo (ad esempio oggetti di plastica) o che arrivano trasportati dal mare, ma non le alghe la cui rimozione potrebbe alterare l’ambiente.
«E’ una situazione assurda – spiega amareggiato l’assessore all’Ambiente. Matteo Negrari – perché ormai la Regione ci impedisce di svolgere qualsiasi atto amministrativo. E’ uno stallo completo, un impasse che ovviamente si ritorce contro il Comune e sui servizi al cittadino. Abbiamo esaminato in giunta questo nuovo problema – continua Negrari - e preparato un quesito per avere una pronta risposta dalla Direzione regionale ambiente, che sta facendo di tutto per bloccare la ripresa del nostro litorale. Sono già pronti - prosegue - i progetti per partire, appaltati i lavori, è predisposta anche la concessione per la spiaggia, ma se non cambia qualcosa gli investitori scappano, perché già per questa estate era prevista l’apertura di una parte della nuova spiaggia. Se non vengono garantiti i servizi già in progetto - conclude Negrari - corriamo il rischio di perdere un’altra occasione».
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