La replica di Oreti «Basta provocazioni sulla Capitale 2025»

Marco Bisiach
«Basta con sterili provocazioni sulla Capitale europea della cultura». A tuonare così è l’assessore comunale alla Cultura Fabrizio Oreti, rispondendo più o meno direttamente alle critiche avanzate dall’opposizione nelle ultime settimane e, in particolare, all’ultimo affondo in ordine di tempo arrivato dal consigliere di “Percorsi goriziani” Federico Gabrielcig, il quale aveva considerato come Gorizia debba principalmente ringraziare i vicini sloveni di Nova Gorica per l’opportunità offerta dalla candidatura congiunta per la Capitale del 2025.
«Con rammarico, mi rendo conto da dichiarazioni come questa che per l’opposizione è già iniziata la campagna elettorale – scrive Oreti in una nota -. Voler affermare, come ha fatto Gabrielcig, che “dobbiamo solo ringraziare i vicini di Nova Gorica per l’opportunità della Capitale europea della cultura”, vuol dire attaccare il centrodestra ma, contestualmente, vuol dire anche mancare di rispetto a Gorizia, città in cui è stato eletto, visto che con la sua affermazione il consigliere sminuisce il lavoro fatto assieme dai due Comuni, e di conseguenze sminuisce la città di Gorizia».
Oreti – che ricorda anche le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il suo discorso di fine anno, quando in diretta televisiva nazionale ha elogiato la capacità di Gorizia e Nova Gorica di ottenere un risultato così importante superando le divisioni e le ferite del passato – entra poi nello specifico del percorso congiunto. «Il titolo di Capitale europea della cultura per il 2025 spetta alla Slovenia, ma l’Europa ha sancito la vittoria del nostro territorio perché ha valutato il progetto che vede coinvolte e protagoniste alla pari Nova Gorica e Gorizia. Gorizia senza Nova Gorica non avrebbe potuto concorrere al titolo in quanto spettante alla Slovenia, e Nova Gorica senza Gorizia non avrebbe potuto presentare un programma transfrontaliero che è stato l’asso nella manica per il titolo».
Di qui dunque i meriti condivisi, e non esclusivi di una o dell’altra parte, con i progetti vincenti che sono stati «frutto di un ottimo lavoro portato avanti con i “bid book” 1 e 2 creati in due anni di duro lavoro, dal 2018 al 2020, dai due Comuni, dai due sindaci, dai due assessorati alla Cultura, dal Gruppo Ecoc, da Isig e dal Gect», puntualizza ancora Oreti. Che, in conclusione, contrattacca: «In tutta questo la sinistra non c’era, ed anzi ha cercato di minare la candidatura, come fece ha suo tempo il capogruppo del Partito democratico Rossi chiedendo le mie dimissioni perché non ci eravamo candidati a capitale italiana delle cultura, un passo che avrebbe affossato invece la capitale europea oggi ottenuta». —
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