La richiesta di aiuto dei Comuni a Fedriga «Ci serve personale»

Servizi ai cittadini sempre più a rischio per gli organici ridotti Allarme dalle realtà del Collio. A Cormons dodici in pensione
Cormons (GO) 18 febbraio 2013.Palazzo Locatelli, sede del Comune - Infiltrazioni d'acqua ed umidità'..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone
Cormons (GO) 18 febbraio 2013.Palazzo Locatelli, sede del Comune - Infiltrazioni d'acqua ed umidità'..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

CORMONS. Il caso più emblematico è quello di Cormons, dove solo quest’anno andranno in pensione 12 dipendenti della sessantina di cui dispone il Comune. Ma anche a Medea, Capriva e in tutte le municipalità del territorio il problema è simile: sempre più lavoratori che vanno in quiescenza senza che il Comune possa assumere nuovo personale. «È una bomba pronta ad esplodere», si lascia scappare un amministratore comunale. Si perché il rischio è quello che non si riesca più ad assicurare i servizi più elementari se, dalla Regione, non si sbloccherà la situazione: i Comuni vogliono poter assumere senza che si debba ricorrere alle mobilità interne tra enti.

E proprio il tema del personale è stato sollevato con forza dai sindaci del Collio (presenti, oltre al cormonese Roberto Felcaro, anche i colleghi di San Floriano, Medea, San Lorenzo, Capriva, Mossa, Moraro e l’ex primo cittadino di Dolegna Diego Bernardis, oggi consigliere regionale) l’altra sera nel corso di un incontro in municipio con il governatore Massimiliano Fedriga. «C’è una carenza atavica di personale – denuncia Felcaro – non ci sono abbastanza dipendenti ormai per garantire un buon servizio ai nostri cittadini. Chiediamo quindi alla Regione un aiuto». Tradotto: si possa finalmente assumere. Il Comune di Cormons, ad esempio, da dodici anni non si assume tramite concorso alcun dipendente.

Insomma, i sindaci chiedono a gran forza un cambiamento. Fedriga sembra aver compreso la drammaticità del problema: «Come amministrazione abbiamo ben chiaro il disagio di cui soffrono i Comuni sull’argomento» è stato il senso della risposta del governatore. Che ha promesso ascolto, invitando gli stessi sindaci a Trieste: «La prossima volta vorrei che siate voi a venire da me, dandomi così la possibilità di ricambiare la vostra ospitalità». Sul tavolo d’altronde i temi sono stati tanti oltre a quello del personale: «Il riconoscimento del punto Iat regionale a Cormons – ha snocciolato a nome anche dei colleghi Felcaro – per avere così un elemento centralizzante con cui promuovere unitariamente il nostro territorio. La volontà di impegnarci sul fronte sicurezza, chiedendo alla Regione di finanziare la videosorveglianza con cui disincentivare la microcriminalità; ma anche Pecol dei Lupi, dove abbiamo vinto una battaglia con la precedente amministrazione regionale ma non ancora la guerra, quella che porterà al post-mortem della discarica».

Tutto bene, quindi. Non proprio. «Mi fa piacere che il presidente Fedriga, assieme al collega Bernardis (sempre della Lega, ndr) ha fatto una visita ufficiale a Cormons, invitato dal sindaco Felcaro a parlare delle problematiche», dice con ironia il consigliere regionale dem Diego Moretti sottolinenando il mancato invito. Poi attacca: «Fedriga, elogiando il lavoro fatto sul protocollo del Collio, l’ha definito virtuoso: giusto, ma mi permetto solo di ricordargli – dice Moretti – che nell’Isontino la collaborazione data da almeno 40 anni e che l’atto sottoscritto è un protocollo tutto da realizzare. Forse, Fedriga dovrebbe “incentivare” qualche sindaco leghista abituato a fare tutto da solo a collaborare di più con i comuni contermini e fare meno polemiche e si chieda perché le Uti nell’Isontino non funzionano». Il riferimento è tutto per Monfalcone e Gorizia.

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