«La riconversione di A2A prima a gas e poi idrogeno è una sfida da sostenere»

La conversione della centrale termoelettrica A2A di Monfalcone a gas e poi anche all’idrogeno è uno dei cardini principali delle quattro aree di transizione energetica che saranno di elevato impatto ambientale nei prossimi anni per il Friuli Venezia Giulia.
A ribadirlo è stato il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti in un recente convegno (Transizione Energetica e Ambientale del Friuli Venezia Giulia) in cui ha ribadito l’attenzione e l’appoggio di Confindustria nel processo di decarbonizzazione verso la transizione energetica che in regione porterà oltre che vantaggi ambientali anche economici oltre che occupazionali. In questo processo la riconversione a gas e poi anche a idrogeno della centrale A2A di Monfalcone riveste un ruolo di grandissima rilevanza.
«In quella che è una sfida, per sostenere la decarbonizzazione, la transizione energetica e passare dall’economia lineare all’economia circolare, il ruolo di Confindustria Alto Adriatico è quello di contribuire attivamente alla definizione delle politiche a livello europeo e nazionale per accompagnare le imprese italiane verso questa evoluzione»: ha ribadito Agrusti.
«Il ruolo della nostra associazione – ha aggiunto – è anche agevolare un cambiamento culturale affinché non solo per le imprese ma anche per l’opinione pubblica, quello della sostenibilità diventi un approccio condiviso e che questo cambiamento aiuti a superare un certo pregiudizio verso le imprese, che rappresentano il volano di sviluppo per il Paese e per le quali la sostenibilità è già diventato un elemento imprescindibile per il futuro. La sostenibilità riguarda tutti e pertanto tutti devono avere la chiara consapevolezza che il clima richiede attenzione, che le risorse mondiali sono scarse e lo sviluppo futuro non può non passare attraverso processi di transizione energetica e un approccio di economia circolare, che faccia leva su riciclo, riuso e recupero».
Proprio recentemente A2A ha presentato il bilancio di sostenibilità territoriale: ammonta a 25 milioni il valore economico distribuito nel Fvg, a 6 milioni l’investimento per mantenere gli impianti. Una realtà che dà lavoro a 147 lavoratori e di questi il 94% residenti. –
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