La rinascita della Sdag grazie all’agroalimentare

Sono abbastanza vicini. Ma mentre uno (l’aeroporto Duca d’Aosta) deve fare i conti con un bilancio ristretto al minimo per galleggiare, l’altro (l’autoporto o interporto che dir si voglia, gestito dalla Sdag) sta portando a casa risultati importanti e, forse, insperati, considerato che sino a qualche anno fa i documenti contabili erano colorati di rosso come quelli della Consortile dell’aeroporto che sta cercando, non senza affanni, di far decollare il “Duca d’Aosta”.

La struttura gestita dalla Sdag si è specializzata nel settore del freddo sin dal 1991. E oggi può vantare il nuovo polo logistico di Gorizia per l’agroalimentare fresco e congelato con servizi avanzati e soluzioni flessibili, costruito grazie ad un investimento di circa 4 milioni di euro nell’ambito della convenzione Regione e Interporto Gorizia–Sdag avente per oggetto gli interventi connessi con l’attuazione degli accordi internazionali di Osimo. «Con la dismissione del vecchio impianto, obsoleto e non più a norma – ha spiegato di recente l’amministratore unico, Giuliano Grendene – si è colta l’occasione per riconfigurare gli spazi, creare delle precamere del freddo, realizzare un moderno sistema di gestione che permette un utilizzo flessibile delle celle frigorifere con temperature da –30° a +15°. Il nuovo impianto, con un’area complessiva di 5.000 mq ed un volume di 28.700 metri cubi per un totale di 11 celle e 2 precamere del freddo, ha consentito un potenziamento della capacità di stoccaggio da 2.200 delle vecchie celle frigorifere a 3.750 posti pallet di quelle appena realizzate» .

Il nuovo impianto tecnologicamente avanzato, con prestazioni energetiche ad alta efficienza e con un Cop (coefficiente di prestazioni) in linea con gli indici europei, consente di sfruttare al meglio la produzione di energia fotovoltaica che la Sdag ricava da un impianto di 1 Mw installato sui tetti dei depositi. —

Fra.Fa.

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