La Royal ha urtato lo “scivolo” sommerso

Lunedì scorso, al rientro dalle prime prove, la Royal Princess non ha urtato contro la banchina, bensì contro il cosiddetto avanscalo, la parte sommersa della struttura (in pratica due “binari” inclinati in calcestruzzo che poggiano sul fondale) usata per i vari tradizionali fino ai primi anni ’90, di cui gli ultimi resti a terra sono stati demoliti lo scorso anno. Dopo diversi giorni si è così appreso il motivo per cui il nuovo gioiello della Princess Cruises ha riportato danni alle eliche e a un timone. A comunicarlo è stata ieri la stessa Fincantieri, che però non ha precisato quali interventi di riparazione i tecnici prevedano di effettuare nei prossimi giorni.
Tornando alla manovra durante la quale è avvenuto l’urto contro l’avanscalo, va detto la la Royal Princess è la più grande unità realizzata da Fincantieri , con una lunghezza di alcune decine di metri superiore a quella della già enorme Carnival Breeze, consegnata lo scorso anno.
Anche quest’ultima entrò nel bacino dello stabilimento di Panzano, in quanto un anno fa quello di Trieste fu occupato per diverso tempo dalla Costa Fascinosa. La Breeze, oltre alle operazioni di carenaggio prima delle prove ufficiali, fu tra l’altro sottoposta a controlli a uno dei due assi delle eliche e venne anche aggiunto, su richiesta dell’armatore, un ulteriore thruster (elica trasversale di manovra).
L’entrata in bacino della Royal Princess, oltre che per il carenaggio in vista della prove ufficiali che inizieranno il 13 aprile, si è resa necessaria per verificare appunto i danni subiti durante l’urto già ricordato e procedere agli interventi necessari. La scelta di usare il bacino di Panzano (che non è nato come bacino di carenaggio) è legata alle dimensioni della nave, prototipo di una nuova classe. La Royal Princess ha infatti una lunghezza fuori tutto di 330 metri, e non avrebbe potuto entrare nel bacino di carenaggio di Trieste - a prescindere dal refitting cui è sottoposta la Carnival Destiny (futura Sunshine) - in quanto la lunghezza “utile” di quella struttura è di 295 metri.
Anche la gemella della Royal, la Regal Princess varata pochi giorni fa, e la terza unità della serie, quando verrà il momento delle operazioni di carenaggio dovranno quindi rientrare nel bacino di costruzione. Un’alternativa in Adriatico non c’è. Il bacino di carenaggio più vicino che sia in grado contenere queste unità è infatti quello dello stabilimento Fincantieri di Palermo. (gi.pa.)
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