La sala d’attesa del Pronto soccorso ricovero di senzatetto

La sala d'attesa del Pronto soccorso dell'ospedale di San Polo è, ormai da mesi, anche un dormitorio per persone alle prese con difficoltà abitative ed economiche. Anche durante le scorse notti, tutt'...
Bonaventura Monfalcone-06.04.2013 Senzatetto-Ospedale San Polo-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-06.04.2013 Senzatetto-Ospedale San Polo-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

La sala d'attesa del Pronto soccorso dell'ospedale di San Polo è, ormai da mesi, anche un dormitorio per persone alle prese con difficoltà abitative ed economiche. Anche durante le scorse notti, tutt'altro che primaverili, le seggiole in plastica della sala d'attesa sono diventate un letto per almeno tre-quattro senzatetto. Italiani e stranieri. In alcune delle giornate più fredde avrebbero però trascorso la notte nella stanza fino a undici persone. Accompagnate da borse piene di indumenti e da qualche genere alimentare. È la situazione con cui gli utenti del servizio di emergenza si sono trovati a che fare più volte nel corso dell'inverno. «Sono persone che non disturbano e non creano intralci all'operatività della struttura - spiega un'operatrice del Pronto soccorso -. Ci rendiamo conto, però, che la situazione non è sempre accettabile per chi si trova a dover accedere al Pronto soccorso e deve stazionare nella sala». Proprio perché non ha creato altri problemi, la convivenza finora è stata tollerata e non sono state prese iniziative per liberare la sala d'attesa. Il fenomeno, che conferma quanto a Monfalcone a vecchie povertà se ne siano aggiunte di nuove, pare però non sia rimasto limitato alla solo spazio antistante l'ingresso all'interno del servizio di emergenza, l'unico ormai liberamente accessibile a qualsiasi ora.

Forse non a caso, visto che il personale dell'Ass in servizio in orario notturno ormai sembra sia costretto a effettuare un'accurata perlustrazione dei bagni e delle stanze in cui si trovano gli ambulatori più vicini al Pronto soccorso per evitare che qualcuno vi trascorra la notte. «Certi servizi igienici di notte vengono chiusi - spiega un altro ospedaliero -. In qualche caso prima però abbiamo dovuto far sgomberare chi si era già sistemato per la notte».

Resta da vedere se l'Azienda sanitaria intenda affrontare il problema con il Servizio sociale di Ambito Basso Isontino o se, invece, non si attenda l'apertura del dormitorio della Caritas nell'ex convento della Marcelliana, sperando che l'utilizzo improprio della sala d'attesa del Pronto soccorso finisca. Il dormitorio avrà comunque una capacità di accoglienza di 7 posti letto e sarà pronto non prima della tarda primavera o dell'estate. In ogni caso prima del prossimo inverno. Nel corso dell'inverno di due anni fa a Monfalcone l'associazione Nuova entrata libera, nell'ambito di un progetto finanziato dalla Regione, aveva raggiunto sette senzatetto, tutti uomini, italiani e stranieri comunitari, in rifugi di fortuna. A tutti l'associazione aveva portato coperte, indumenti pesanti, bevande calde, cibo, perché di giorno i punti di riferimento ci sono, che si tratti delle mense Caritas o del Centro a bassa soglia o, magari, dei centri commerciali, dove riscaldarsi. La sera i posti dove recarsi per un'accoglienza temporanea, che potrebbe rivelarsi anche "salvavita" in inverno, invece, scarseggiano.

Laura Blasich

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