La scoperta dell’antico pozzo apre la caccia a nuovi reperti

Affidato un incarico di sorveglianza archeologica per scoprire se durante  i lavori dei marciapiedi emergono altre testimonianze del passato
Bonaventura Monfalcone-17.11.2020 Zona del Pozzo-Piazza Unità-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-17.11.2020 Zona del Pozzo-Piazza Unità-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

Luca Perrino / RONCHI

Oltre a quel pozzo profondo una decina di metri, perfettamente conservato con l’acqua che si scorge in profondità, venuto alla luce già nel 2017 durante i lavori per la nuova viabilità all’incrocio tra via 4 Novembre e piazza dell’Unità d’Italia, potrebbero celarsi altre sorprese e testimonianze del passato.Gli operai avevano scorto un chiusino in cemento mentre si stava smantellando la vecchia aiuola spartitraffico.

L’hanno aperto e, con grande sorpresa, hanno scoperto che non nascondeva un semplice vano per la rete idrica. E nemmeno era un chiusino per lo scolo delle acque piovane. Era un pozzo, realizzato con pietre ben conservate. Perfetto se non fosse mancata la parte sovrastante, quella che contraddistingue questo genere di manufatti e che ora verrà ricostruita. Ma potrebbe esserci dell’altro, in quella zona. Ed ecco perché, prima che partano i lavori per la sistemazione della viabilità di una parte di via Verdi, l’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari ha affidato un incarico per la sorveglianza archeologica che vale anche per i lavori dei nuovi marciapiedi di via San Lorenzo. Si va nella direzione di un monitoraggio del territorio per scoprire se, nelle viscere della terra, si trovi qualche testimonianza del passato.

Un’occasione per “scavare” nella storia della cittadina. Sarà interessante avviare studi per risalire con esattezza all’età del pozzo. Per capire se possa essere stato inserito nel sistema di passaggi sotterranei di cui, si dice, villa Vicentini-Miniussi era provvista. Di certo si sa che la villa, durante la guerra, era provvista di un rifugio antiaereo. Anche Fabio Degrassi, nel suo libro “Ronchi invisibile”, parla degli studi e degli scritti dell’abate Giuseppe Berini, relativi ad alcune scoperte archeologiche nella zona dell’attuale piazza Unità.

Da quanto rilevato dallo studioso ronchese, infatti, si potrebbe pensare che sulla stessa area, prima della chiesetta, esistesse un edificio molto più antico. Certo è che, nel 1825, nel cortile del cavalier Giacomo Visentini fu dissoterrata una vasca di argilla cotta, che non si conobbe quando fosse lunga, in quanto gli scavi anteriori l’avevano mozzata. Al suo interno molte osse infrante e anche tre denti. —

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