La scuola pittorica goriziana esiste, parola di de Gironcoli
Esiste una scuola pittorica goriziana? Se ne continua a parlare e la palla sembra destinata a rotolare ancora per parecchio tempo. Non per l’ultima volta il tema è stato affrontato nella sala conferenze del Centro sociale Polivalente di Gorizia, durante la presentazione del volume firmato da Luciano de Gironcoli e curato dall’Unitre di Cormons “La scuola di Gorizia”.
L’incontro ha costituito un’occasione ulteriore per far conoscere un’ipotesi suggestiva: l’esistenza di un fil rouge che parte da Spazzapan e arriva fino alle nuove generazioni di artisti del territorio (Franco Spanò, Marco Bernot, Roberto Cantarutti, Max Busan, Alessio Russo, Thomas Brajda e Valerio Nicolai) in base a un’esperienza inconscia e che, più che in questo o in quell’artista, trova il maestro nella nostra aria e nel nostro ambiente con tutte le sue peculiari influenze presenti da oltre un secolo. Dopo le parole dei presidenti dell’Ute di Gorizia e dell’Unitre di Cormons, Mario Ascari e Michele Di Maria, nonché di Franco Loru per la Fondazione Carigo, il giornalista Alex Pessotto ha presentato il testo passando la parola a de Gironcoli. Che si è servito della proiezione di immagini per avvalorare la tesi dell’esistenza della scuola.
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