«La sdemanializzazione è illegittima»

Azione legale di Trieste libera che chiede di annullare l’intavolazione di Porto vecchio
Lasorte Trieste 31/05/18 - Piazza della Borsa, Sede TLT, Parovel
Lasorte Trieste 31/05/18 - Piazza della Borsa, Sede TLT, Parovel

La ridemanializzazione di Porto vecchio. Ovvero come neutrallizzare l’emendamento dell’ex senatore Francesco Russo in due mosse. «Due azioni legali restituiscono al Porto franco internazionale di Trieste 60 ettari di infrastrutture portuali sottratte in violazione di legge», fanno sapere dal quartiere generale di Trieste libera di piazza della Borsa. In realtà si tratta per ora di un’intenzione.

«Dal 29 maggio 2018 la International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste, Ipr Ftt, ha avviato due azioni legali a difesa del Porto franco internazionale di Trieste e dei diritti che hanno su di esso tutti gli Stati - fa sapere il segretario Paolo G. Parovel in un conferenza video in italiano e in inglese -. La prima azione è il ricorso al Tribunale per l’annullamento del decreto tavolare che nel dicembre 2016 ha intestato illegalmente al Comune di Trieste 60 ettari di infrastrutture portuali che appartengono al Porto franco internazionale del Free Territory of Trieste. La seconda azione legale è la notifica al sindaco e ad altre autorità locali della diffida ad utilizzare ed a vendere le infrastrutture di Porto Franco in violazione della legge».

C’è una stima che riguarda i 60 ettari dell’area. «Il valore immobiliare di quelle infrastrutture portuali può essere valutato fra i tre e i cinque miliardi di euro e il loro valore funzionale, nel tempo, per i traffici internazionali, per la produzione industriale e per le attività finanziarie, è incalcolabile», spiega Parovel. Sotto accusa «un gruppo di politici e speculatori locali che ha tentato di sottrarre illegalmente quei beni al Porto Franco internazionale per venderli sul mercato immobiliare».

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