La segretaria dem Caruso apre la nuova fase dentro il Pd

«L’assemblea provinciale di venerdì ha segnato una svolta nel modo di approcciarsi alle fasi congressuali del Partito democratico», ne è certa Silvia Caruso, segretario provinciale del Pd. Tema all’ordine del giorno: il “regolamento congressuale”, strutturato come da tradizione attraverso un percorso scandito da nomine di commissione e date da rispettare. «Concordemente - sottolinea Caruso - l’assemblea ha approvato una risoluzione che cambia le priorità e pone al centro della scena politica non l’individuazione delle candidature, ma la fase del dibattito prevedendo la rielaborazione delle mozioni attraverso il lavoro dei circoli e di quanti nei circoli le fanno proprie, diventando a loro volta i candidati all’assemblea. L’assemblea provinciale goriziana si trasforma così in una “palestra di democrazia” in cui sperimentare un nuovo percorso di confronto dentro e fuori dal partito, in modo da avvicinare le tante persone che si sono progressivamente allontanate dal dibattito e dall’approfondimento politico».
«Indubbiamente - commenta il segretario - la nostra è una condizione fortunata, in quanto, dovendo rieleggere la sola assemblea e il segretario provinciale, ma avendo già operativi ed in carica i segretari dei circoli e i rispettivi direttivi, possiamo concentraci sulla rielaborazione delle mozioni, senza la preoccupazione di dover strutturare gli organismi di circolo in vista delle amministrazioni che l’anno prossimo saranno in rinnovo. L’inversione della prospettiva è una novità assoluta, scaturita da una nuova bozza di regolamento congressuale proposta dal circolo di Gorizia e fatta propria dall’intera assemblea che la ha assunta, non come un regolamento formale ma come un canovaccio da cui partire. C’è tutta la consapevolezza che la nostra sperimentazione calza bene qui, in questo momento, ma che necessiterà di un tempo molto più lungo per essere adotta a livello più ampio, in quanto estenderla ad altri livelli implicherebbe una modifica dello statuto regionale e nazionale, cosa di fatto impossibile nel breve periodo».
«La sterile critica di opposizione alle nuove forze al potere, tanto in regione, quanto a Roma - conclude Caruso -, non ci basta più, siamo tutti consapevoli che le risposte ai tanti bisogni dei cittadini possono essere articolate solo attraverso un approfondimento serio ed operativo. Non è questione di nomi ma di proposte».
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