LA SFIDA PER TRIESTE: INNOVARE
Il vice-presidente dell’Associazione industriali Nicola Pangher interviene su Trieste e lo sviluppo.
Nel momento in cui ci troviamo ad aprire una nuova, con la caduta dei confini, è necessario riflettere sul futuro, che ben si riassume nel termine "globalizzazione". Gli imprenditori si trovano ad affrontare questa sfida da vari anni e la strategia vincente, non solo per l'impresa ma per tutta la società, si chiama innovazione: nella cultura, nell'informazione, nella politica, nell'industria. Il successo dell'innovazione nel comparto industriale, in particolare, ha un'unica unità di misura: il mercato.
Per cui lo sforzo del trasferimento di conoscenze e tecnologie dai laboratori di ricerca all'industria deve essere svolto in continuo confronto con quelli che saranno gli utilizzatori finali. L'Associazione Industriali di Trieste ha risposto a questa sfida partecipando alla creazione dei distretti del caffè e della navalmeccanica, in cui imprese leader riescono a dare ottime indicazioni sulle dimensioni e sulle dinamiche dei mercati di riferimento. Assindustria vuole anche affrontare la sfida di settori completamente nuovi, come quelli delle imprese hi-tech che basano la loro attività sull'innovazione, e intende promuovere progetti che permettano di riunire ricerca, impresa e mercato proprio per effettuare dei veri e propri market experiment, in cui valutare e modificare l'innovazione stessa.
Un'importante opportunità viene proprio dal rapporto ricerca-industria a Trieste: le realtà scientifiche che operano sul nostro territorio portano avanti importanti programmi d'investimento tecnologico e le nostre imprese potrebbero sviluppare progetti ambiziosi per la produzione di strumentazioni e apparecchiature non ancora presenti sul mercato. Sarebbe quindi opportuno utilizzare parte dei fondi per la ricerca in modo da far restare know-how industriale a Trieste e nel contempo permettere ai ricercatori di avere strumenti all'avanguardia. Altre sfide importanti possono nascere dalla volontà di portare velocemente ai cittadini del nostro territorio i benefici delle attività di ricerca.
Grazie alla biomedicina molecolare e all'attività svolta nei nostri centri di livello internazionale, si sta tracciando la via verso un approccio terapeutico personalizzato, che implica una stretta collaborazione tra il ricercatore e il medico e avvia un processo di trasferimento delle conoscenze verso l'Ospedale di Cattinara, volto all'offerta di servizi medici innovativi ai pazienti. Allo stesso modo, grazie alla domotica si potrebbe puntare alla creazione di un'offerta abitativa per anziani e disabili, in cui sensori, tecnologie informatiche e di telecomunicazione e sistemi elettromeccanici potrebbero permettere alle persone di vivere più sicure e in maggior autonomia.
Settore molto rilevante è quello legato all'energia: ridurre il consumo energetico in città, utilizzando le competenze tecnologiche e scientifiche presenti sul territorio per sviluppare applicazioni pratiche che possano essere utilizzate da enti pubblici, imprese e anche cittadini, potrebbe avere un effetto benefico sulla salute e sulla situazione economica di tutti. In questa direzione, proprio gli enti pubblici potrebbero farsi promotori di tecnologie sperimentali per il risparmio energetico sviluppate da centri di ricerca e PMI del territorio. Infine, nel settore dell'agrofood, in seno ad Assindustria è nata la proposta di avviare un progetto di ricerca che affronti il problema delle qualità nutraceutiche e funzionali del caffè e si stanno valutando anche altre opportunità di collaborazione, in particolare nel settore della genomica nutrizionale per lo studio dell'alimentazione personalizzata.
Queste sfide multidisciplinari possono servire a creare nuova impresa e a permettere agli studenti che vengono all'Università, alla Sissa o al Mib e ai ricercatori dei molti enti di ricerca di restare a Trieste e di contribuire alla sua crescita economica e culturale. Il presidente della Repubblica Napolitano ha recentemente parlato degli Animal Spirit, che rendono l'Italia un paese ricco e ancora competitivo. A Trieste, al centro della nuova Europa, capitale dell'Euroregione, auguriamo di nutrire e promuovere questi spiriti animali, nel campo della politica, della cultura, della ricerca e dell'impresa.
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