La sfilata in città di band e promoter per dire no all’«obbligo del silenzio»

Da piazza Venezia un centinaio di persone ha “marciato” in Viale e poi verso il Municipio. La protesta si è rivelata rumorosa tra fischietti e trombette sulle note de “Le rose de Trieste”
Silvano Trieste 2019-07-29 Mobilitazione contro il regolamento anti-movida del Comune
Silvano Trieste 2019-07-29 Mobilitazione contro il regolamento anti-movida del Comune



Non ha raggiunto l’adesione sperata dagli organizzatori il corteo di ieri (programmato peraltro da giorni e ben prima che in extremis il Comune facesse una parziale retromarcia in materia) per protestare contro il nuovo Regolamento comunale in tema di musica e movida. Un centinaio le persone presenti, tra band, musicisti, cantanti, dj e promoter, partiti da piazza Venezia alle 17, con un’ora di ritardo rispetto all’appuntamento inizialmente fissato, per raggiungere il Viale e tornare infine verso il Municipio. La partecipazione al di sotto delle attese è stata compensata dall’entusiasmo dei partecipanti, che si sono fatti sentire con fischietti e trombette, cantando “Le Rose de Trieste” ed esibendo cartelli con note colorate.

Una mobilitazione ampiamente annunciata anche sui social nei giorni scorsi, che però non ha trovato una risposta “massiccia”. Un gruppo di musicisti aveva infatti fin da subito fatto sapere di volersi discostare dall’iniziativa e di volere realizzare qualcosa di diverso tipo, probabilmente ad agosto.

A guidare il serpentone di ieri è stato Alex Bini, noto intrattenitore della movida triestina e regionale, che nelle scorse settimane si era speso in prima persona per organizzare il corteo, voluto proprio per sollecitare un cambiamento nelle regole imposte dal Comune. «Disposizioni che – è stato ribadito anche ieri – stanno mettendo in ginocchio il mondo della musica in città, con concerti annullati e mancati ingaggi da parte di tanti locali, alla luce della burocrazia complicata da affrontare». Presenti - come si diceva - diverse giovani formazioni accanto a cantanti con alle spalle, invece, decenni di carriera, e poi organizzatori di concerti e altri eventi musicali, tutti insieme per dire “no” a un Regolamento che impone una serie di paletti precisi, difficili da rispettare.

«Comunque vada la nostra battaglia – ha ricordato Bini – l’estate ormai è andata. E sì che si poteva fare qualcosa prima, c’era una mozione del Movimento 5 Stelle inascoltata, che se affrontata per tempo poteva innescare una giusta discussione». Per i musicisti l’iter imposto «rasenta la follia». «Ricordiamo – hanno sottolineato alcuni cantanti – che per proporre una serata musicale bisogna presentare l’autorizzazione 30 giorni prima dell’iniziativa, a mano al Protocollo Generale del Comune. Spesso ci chiamano con un preavviso di qualche settimana. Che si fa quindi? E poi bisogna allegare una planimetria della zona dove si suonerà. Documenti che, peraltro, il Comune dovrebbe già possedere e non richiedere ogni volta. Ci sembra tutto un’assurdità».

Parte del corteo avrebbe dovuto raggiungere in serata ieri l’aula del Consiglio comunale, per partecipare alla riunione in corso, ma la seduta è stata posticipata a causa del crollo avvenuto alla piscina Acquamarina. «Sappiamo però che l’assessore Giorgio Rossi durante una trasmissione televisiva – ha spiegato Bini – ha detto che vuole incontrarci, per parlare insieme delle problematiche. Speriamo davvero che questo avvenga in tempi brevissimi. Ci hanno bloccato l’estate, siamo stati penalizzati pesantemente. Se c’è ancora la possibilità di fare qualcosa, che ci si muova subito». E sui social c’è chi ha promesso, al di là del corteo, che «nessuno si fermerà, fin quando non si arriverà a una soluzione concreta e fino a quando gli artisti non si siederanno attorno a un tavolo insieme al Comune, per affrontare la questione».

Intanto la mozione online su www.change.org, “Riaccendiamo la musica”, ha raggiunto le 4.856 firme, vicina alla meta delle cinquemila.—



Argomenti:movida

Riproduzione riservata © Il Piccolo