La stagione turistica croata? Poteva andare molto peggio

/ ZAGABRIA
Il calo c’è ma meno grave del previsto. I dati aggiornati sulla stagione turistica 2020 sono stati pubblicati ieri dall’Ente nazionale per il turismo croato e il ministero di Turismo e Sport.
Da inizio gennaio a fine agosto, la Croazia ha registrato 6,8 milioni di arrivi per un totale di 47,5 milioni di pernottamenti. Si tratta rispettivamente del 41% dei turisti e del 53% delle notti realizzati nel 2019. Hanno retto, insomma, gli importantissimi mesi di luglio e agosto, responsabili dell’84% dei pernottamenti realizzati finora (40 milioni). Durante i due mesi dell’alta stagione, infatti, il numero di stranieri che ha visitato la Croazia è sceso solamente di un terzo rispetto all’anno scorso. Un risultato tutto sommato positivo che secondo la ministra del Turismo, Nikolina Brnjac, è dovuto alla decisione del governo di contenere fin da subito l’epidemia e riaprire gradualmente i confini con l’inizio dell’estate. «Un rischio calcolato», come lo ha definito il premier Andrej Plenković in una recente intervista alla Cnn.
Tra tutte le regioni croate, l’Istria è quella che ha registrato il risultato migliore: 1,7 milioni di visitatori per 11,9 milioni di pernottamenti. «Ci aspettavamo di realizzare un terzo dei dati dell’anno scorso, invece in alcuni mesi il calo è stato di un terzo e ad oggi è del 51%», ha dichiarato Denis Ivošević, il direttore dell’Ente turistico istriano. Tuttavia Ivošević ha anche ammesso che ora la stagione turistica pare essere davvero finita, dato che la regione «è ormai sulla lista nera di tutti i principali paesi di riferimento». Dopo l’Istria, la contea di Fiume (litoraneo-montana) e quella di Spalato (spalatino-dalmata) guidano la classifica in termini di visitatori e pernottamenti, mentre anche le Autostrade croate (Hac) festeggiano un buon risultato. «All’inizio della pandemia di coronavirus, ci eravamo preparati ad un calo dei pedaggi del 35%. Adesso, la situazione è in qualche modo migliore», hanno commentato dall’Hac. Il calo degli incassi, infatti, è stato solo del 31%: 30 milioni di auto hanno viaggiato sulle autostrade croate nel 2020 (–29% rispetto al 2019).
Impossibile tuttavia fare previsioni tuttavia sugli ultimi mesi del 2020. E idem per l’estate 2021. In una recente intervista a Slobodna Dalmacija, la ministra del Turismo Nikolina Brnjac ha assicurato che il governo lavorerà con tutti gli attori del settore al fine di «mantenere il trend positivo» anche negli anni a venire. Le parole chiave saranno «qualità e cautela». Per quest’autunno si pensa invece a un’operazione interna: una settimana – dal 16 al 25 ottobre – in cui i croati potranno beneficiare di sconti del 50% su strutture alberghiere, ristoranti, bar, ma anche musei, parchi e gallerie. Un modo per allungare la stagione il più possibile. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








